Venezia, il sindaco Venturini punta a portare il ticket a 50 euro tra critiche e sì degli albergatori

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Venezia, il sindaco Venturini punta a portare il ticket a 50 euro tra critiche e sì degli albergatori

Venezia, il sindaco Venturini punta a portare il ticket a 50 euro tra critiche e sì degli albergatori

La proposta di aumentare fino a 50 euro il contributo d'accesso a Venezia arriverà presto sul tavolo del Governo. Il sindaco Simone Venturini ha in programma una trasferta a Roma entro le prossime due settimane per portare ai ministeri competenti, tra le «cause più importanti sul futuro della città», anche il tanto dibattuto ticket per i visitatori giornalieri, oggi compreso tra i 5 e i 10 euro. Una misura che da anni divide la politica e le categorie economiche.

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L'idea del primo cittadino, già avanzata in campagna elettorale e in queste settimane allo studio, è quella di portare la tariffa a una cifra compresa tra i 30 e i 50 euro in determinate date e in base al numero di prenotazioni, esentando – oltre a residenti e lavoratori – anche i turisti che scelgono di pernottare in laguna. Il contributo, attivo da aprile a fine luglio, era stato però fissato per legge nel 2021, equiparandolo al tetto massimo della tassa di soggiorno (10 euro): per innalzarlo servirebbe una modifica legislativa, ciò che spiega la richiesta di confronto con l'esecutivo.

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Nel 2025 gli incassi sono stati di circa 5,4 milioni di euro per 54 giornate, con oltre 720mila voucher di visitatori giornalieri a pagamento in quattro mesi. Nel 2024, primo anno della sperimentazione e con quasi la metà delle giornate attive, i paganti erano stati 485mila. Dati che, secondo i sostenitori dell'aumento, mostrano come la tariffa differenziata incida poco sulle scelte dei visitatori.

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Sul fronte critico, il consigliere comunale ed ex deputato Pd Nicola Pellicani sostiene che «il ticket finora non ha risolto nulla: non funziona per la gestione dei flussi, non migliora la qualità della vita e non è nemmeno servito a far cassa, perché i costi di gestione sono pari all'incasso». E sul piano normativo avverte: «Per aumentarlo a 50 euro ci vorrebbe un'altra legge. Voglio vedere chi in Parlamento sarebbe disposto a farla». Per la capogruppo di Avs alla Camera Luana Zanella, la proposta «rivela l'idea che la destra ha di Venezia», un luogo «dove fare affari» e «selezionare il turismo più benestante». Di segno opposto la posizione degli albergatori: «Pienamente d'accordo», afferma il direttore dell'Associazione Veneziana Albergatori, Daniele Minotto, secondo cui una tariffa mobile «con un tetto che possa arrivare a 30 o 50 euro» potrebbe incentivare la scelta di periodi meno affollati e far sì che «chi utilizza la città contribuisca alla sua manutenzione».

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