Ventiduemila persone, 150mila chili di pomodori e un’ora di battaglia, senza esclusione di colpi: a mezzogiorno a Buñol, nella provincia di Valencia, ha preso il via la Tomatina, una delle feste più spettacolari dell’estate spagnola, diventata negli anni un appuntamento di richiamo internazionale.
Dopo il tradizionale palo jabón, la competizione per conquistare un prosciutto posto in cima a un palo insaponato, il lancio di un razzo ha dato il via alla guerra dei pomodori. Per un’ora i partecipanti si lanciano tonnellate di tomate pera, varietà simile ai pomodori di San Marzano – trasportati da diversi camion, dopo essere stati portati da cooperative da diverse parti della Spagna – fino a trasformare le strade di Buñol in un unico fiume rosso.
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La Tomatina nacque quasi per caso nel 1945, durante le feste patronali del paese. Una rissa scoppiata durante la sfilata dei pupazzi dei giganti coinvolse un banco di ortaggi e si trasformò in una battaglia a colpi di pomodori. Dopo anni di divieti e tentativi di fermarla, la tradizione, inizialmente tollerata, è diventata poi un simbolo di riconoscimento di Buñol. Nel 2002 la Tomatina è stata dichiarata Festa di interesse turistico internazionale.
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Per limitare il sovraffollamento, dal 2013 il Comune limita a 22mila il numero dei partecipanti, che negli anni precedenti erano arrivati a superare i 40mila. L’accesso alla zona della battaglia, in cui i pomodori vengono lanciati come proiettili, ma dopo essere stati schiacciati per attutirne l’impatto, è regolato da un biglietto, che quest’anno costa 15 euro.
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