Terremoto in Venezuela, il dramma della comunità italiana: 35 dispersi, tra loro la siciliana Francesca Mannina

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Terremoto in Venezuela, il dramma della comunità italiana: 35 dispersi, tra loro la siciliana Francesca Mannina

Terremoto in Venezuela, il dramma della comunità italiana: 35 dispersi, tra loro la siciliana Francesca Mannina

È un dramma che si consuma di ora in ora quello della comunità italiana in Venezuela, dopo il terremoto che ha devastato il nord del Paese. Aumentano le chiamate all'Unità di crisi della Farnesina di chi cerca familiari e amici di cui non ha più notizie. Il bilancio tra i connazionali, aggiornato dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, è di tre morti italo-venezuelani accertati, cinque feriti e 35 dispersi: cifre ancora provvisorie. Complessivamente, secondo il ministero della Salute di Caracas, le vittime del sisma hanno superato quota 589.

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Quella italiana è una comunità nutrita e radicata: sono circa 150.000 i connazionali registrati all'Aire, molti con doppia nazionalità, e quasi la metà vive nell'area colpita. Circa 3.000 risiedono vicino all'epicentro. «Molte domande arrivano sulla situazione a La Guaira», uno dei centri più colpiti, ha spiegato la consigliera dell'Unità di crisi Maria Teresa Del Re, in viaggio con i soccorsi italiani. «Non sappiamo esattamente quello che si troverà sotto le macerie», ha ammesso con apprensione Tajani da Dubrovnik, dove si trova in missione.

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La prima vittima italiana accertata è Giuseppe Colaianni, 56 anni, originario di Calascibetta, nell'Ennese, morto a La Guaira dopo aver portato in salvo la moglie Iasmira. Le identità degli altri due connazionali non sono ancora state rese note.

Tra i dispersi c'è la siciliana Francesca Mannina, originaria di Balestrate, in provincia di Palermo, di cui non si hanno notizie dal 24 giugno, quando stava cercando di uscire da un edificio al momento del crollo. Il suo compagno è stato ritrovato vivo, mentre di lei si sono perse le tracce. La famiglia si è affidata ai social: «La sua famiglia la cerca disperatamente. Qualsiasi informazione può essere importante», si legge nell'appello diffuso su Facebook, con un recapito da contattare e l'invito a condividerlo. «Ogni secondo conta», conclude il messaggio.

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L'Italia ha avviato la macchina degli aiuti con l'invio di «un centinaio di esperti in soccorso in casi di calamità naturali», tra personale dell'Unità di crisi, vigili del fuoco e Protezione civile, ha spiegato Tajani. «Adesso stanno arrivando aiuti da tutto il mondo ed è partito il meccanismo di protezione civile dell'Unione Europea – ha aggiunto – quindi facciamo tutto ciò che è necessario in contatto con le autorità venezuelane».

L'ambasciatrice del Venezuela in Italia, Maria Elena Uzzo, ha ringraziato «il governo e il popolo italiani per la loro solidarietà», apprezzando in particolare l'arrivo della Protezione civile, «un modello per i soccorsi in questo genere di catastrofi». «Abbiamo bisogno di personale che scavi nelle macerie, di personale medico per cercare di salvare più persone possibile», ha insistito, ricordando il legame tra i due Paesi: «Molti venezuelani hanno origini italiane. Me compresa».

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