Sicurezza estiva a Crotone, i sindacati contro il questore: «Turni irregolari, fermi l'ordinanza»

Sicurezza estiva a Crotone, i sindacati contro il questore: «Turni irregolari, fermi l'ordinanza»

I servizi di vigilanza per garantire la sicurezza sul territorio durante la stagione estiva così come sono stati disposti dal questore di Crotone Renato Panvino violano il quadri normativo e gli accordi sindacali. E’ quanto sostengono i sindacati Siulp e Fsp, che hanno prima chiesto l’intervento del dipartimento pubblica sicurezza del ministero dell’Interno e poi diffidato il questore di Crotone a rivedere l’ordinanza con la quale vengono stabiliti i turni di lavoro per il personale impiegato nei servizi di vigilanza.

A ricostruire la vicenda, in una nota inviata al dirigente dei rapporti sindacali del ministero, è il segretario nazionale del Siulp, Pietro Francesco Caracciolo, che fa riferimento all’assegnazione, disposta già lo scorso 10 giugno, di otto agenti per implementare i servizi di prevenzione e controllo del territorio sul lungomare cittadino di Crotone, nella frazione di Le Castella di Isola Capo Rizzuto e sul lungomare di Cirò Marina nel periodo compreso tra l’1 luglio e il 10 agosto. Di conseguenza il questore Panvino, con propria ordinanza, ha stabilito che i turni debbano essere svolti tra le 7 di sera e l’una di notte ma «tale articolazione oraria - contesta il Siulp - non corrisponde ad alcuno dei quadranti previsti dagli artt. 8 e 9 dell’Anq per i servizi continuativi nè per quelli non continuativi, trattandosi di un orario che eccede il quadrante serale ordinario sconfinando nella fascia oraria del giorno successivo e coprendo un arco temporale di sei ore continuative».

Inoltre, il questore di Crotone avrebbe convocato i sindacati solo cinque giorni dopo l’adozione dell’ordinanza. Per il Siulp, così facendo, «l'amministrazione ha dapprima adottato unilateralmente l’ordinanza del 26 giugno 2026, disponendo un’articolazione oraria difforme da quelle contrattuali, e soltanto in un secondo momento, a seguito dell’iniziativa sindacale, ha convocato il tavolo di confronto», in pratica «quando il servizio era già iniziato» e inoltre senza specificare gli orari dei turni dei servizi che - spiega il sindacato - possono derogare dagli accordi solo «in occasione di eccezionali, imprevedibili e indilazionabili esigenze operative». Da qui la richiesta di intervento al ministero per «sensibilizzare il massimo rappresentante della Questura a sospendere l’efficacia dell’articolazione oraria disposta con l’ordinanza del 26 giugno 2026, ripristinando turni conformi ai quadranti previsti dagli artt. 8 e 9 Anq». Richiesta alla quale ha fatto seguito la diffida inoltrata al questore Panvino dalle segreterie provinciali di Siulp e Fsp dal dare concreta attuazione all’ordinanza. «Confidando nel senso di responsabilità istituzionale che contraddistingue il suo incarico - affermano i segretari di Siulp e Fsp. Giammarino e Tignanelli - le organizzazioni sindacali auspicano l’immediata revoca della procedura di impiego del personale aggregato e del personale di supporto della Questura secondo le modalità illustrate, ritenendo al contempo indispensabile la convocazione di un nuovo tavolo di confronto volto a individuare una soluzione rispettosa delle disposizioni normative vigenti, delle prerogative sindacali, del benessere del personale e delle esigenze di tutela della sicurezza del territorio». In mancanza di confronto, annunciano Siulp e Fsp, «saranno intraprese tutte le iniziative sindacali consentite dall’ordinamento, compresa la proclamazione dello stato di agitazione e ogni ulteriore forma di tutela prevista dalla normativa vigente, riservandosi altresì di verificare se le determinazioni adottate possano integrare gli estremi di una condotta antisindacale».

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