I siti israeliani e le città d’arte prese d’assalto durante le festività, i luoghi di culto e le cerimonie natalizie. Aeroporti e stazioni. Con un occhio alle proteste del mondo antagonista, pronto a concentrare le sue attenzioni alle grandi opere, Tav e ponte sullo Stretto in testa.
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi presiederà domani pomeriggio al Viminale la consueta riunione di fine anno del Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica.
Un momento di confronto tra i vertici delle forze di polizia e dell’intelligence per fare il punto sullo stato delle minacce alla sicurezza ed aggiornare i dispositivi di protezione.
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«Ci confronteremo con gli operatori, con gli analisti e vedremo quali sono gli obiettivi e le tutele da rafforzare, che sono già massime da parte delle istituzioni nazionali», ha fatto sapere Piantedosi. Il pericolo terrorismo è naturalmente in primo piano, specie alla luce dell’attacco di Sydney innescato da due persone ispirate dall’Isis.
E’ lo scenario più complicato da prevenire: i cosiddetti "lupi solitari" che si autoinnescano al di fuori dei circuiti islamisti e prendono di mira folle inermi. Intensificato il monitoraggio sugli ambienti a rischio, anche sui social, per intercettare eventuali elementi pericolosi.
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I circa 200 obiettivi israeliani presenti sul territorio nazionale sono da tempo presidiati al massimo livello, con l'attenzione che si intensifica in occasione delle ricorrenze religiose.
Così come saranno monitorate le celebrazioni cattoliche nei giorni che portano verso il Natale e la fine dell’anno giubilare.
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Un capitolo a parte è poi quello delle proteste di piazza che dopo il 7 ottobre e la reazione israeliana hanno coinvolto un crescente numero di persone, anche giovanissimi. Ma ora il mondo antagonista potrebbe spostare i suoi obiettivi, ha avvertito Piantedosi.
«Ci stiamo preparando - ha riferito il titolare del Vimianle - perché siamo certi ci sarà uno spostamento dell’attenzione sulle grandi opere infrastrutturali, dalla Tav al ponte sullo Stretto».
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