Pensioni, dal 2031 il riscatto della laurea varrà meno: fino a 30 mesi di contributi “tagliati”

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Pensioni, dal 2031 il riscatto della laurea varrà meno: fino a 30 mesi di contributi “tagliati”

Pensioni, dal 2031 il riscatto della laurea varrà meno: fino a 30 mesi di contributi “tagliati”

Dal 2031 varrà meno il riscatto della laurea breve per la pensione anticipata: secondo un emendamento presentato dal Governo alla legge di Bilancio dal 2031, «ai soli fini della maturazione del diritto al pensionamento anticipato» sulla base dei 42 anni e 10 mesi di contributi, oltre l’aumento dell’aspettativa di vita (un anno in meno per le donne) per il conseguimento di questi requisiti non concorreranno sei mesi tra quelli di anzianità contributiva riscattati per la laurea breve, ovvero i diplomi universitari previsti dalla legge 341/1990.

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Questo aumenterà a 12 mesi nel 20232, a 18 mesi nel 2033, a 24 mesi per chi matura i requisiti nel 2034 e a 30 mesi per chi li matura nel 2035.

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«Sul riscatto della laurea ai fini pensionistici il governo interviene a gamba tesa. Nei fatti cambiando con un emendamento in extremis alla legge di bilancio, senza alcuna possibilità di discussione e di approfondimento, un patto di fiducia con i cittadini e peggiorando i requisiti per andare in pensione prima. Stessa cosa fanno sull'adeguamento previdenziale all’aspettativa di vita. Si tratta di un atto molto grave, senza alcun confronto con le parti sociali. Va ritirato». Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

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«Il governo della guerra, quello che trova senza difficoltà 3,5 miliardi di euro per droni, navi e sottomarini, colpisce ancora una volta lavoratrici, lavoratori e studenti. Con un emendamento alla manovra arriva una doppia stretta sulle pensioni: si dovranno attendere fino a sei mesi in più prima di ricevere l’assegno pensionistico. Un vero e proprio scippo, mascherato da intervento tecnico». Lo dichiara in una nota Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde.

«Ma non basta. Questo governo penalizza anche chi ha investito nella propria formazione. Il riscatto della laurea viene svuotato di valore: per chi maturerà i requisiti nel 2035 si parla di fino a due anni e mezzo di contributi bruciati. Anni di studio, sacrifici e lavoro cancellati con un colpo di penna. Ve lo ricordate lo slogan 'aboliremo la Fornerò? Era propaganda, come tutto il resto. Oggi la destra non solo non abolisce nulla, ma peggiora le condizioni, allunga i tempi, scarica i costi sulle spalle di chi lavora e di chi studia, mentre continua a investire miliardi nella corsa al riarmo. E’ una scelta politica precisa e vergognosa: colpire il lavoro e il futuro per finanziare la guerra. La propaganda di questo governo è ormai ai limiti della decenza, e la manovra lo dimostra ancora una volta», conclude Bonelli.

 

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