Dietro ogni numero c'è una persona e dietro ogni persona c'è una storia. Sono i migranti che arrivano in Sicilia insieme a quelli che, purtroppo, perdono la vita nel Mediterraneo. Il 4 luglio Papa Leone XIV sarà a Lampedusa proprio per sottolineare, ancora una volta, il grande tema dell'accoglienza lontano da egoismi, pregiudizi e barriere nazionali ed internazionali. Per l'occasione, il Santo Padre visiterà alcuni dei luoghi più significativi: il cimitero, la Porta d’Europa e il molo Favaloro, dove incontrerà alcune persone migranti.
Durante la celebrazione della Santa Messa nella chiesa della Madonna di Porto Salvo, Papa Leone XIV benedirà Maria e Leonardo, due giovanissimi simbolo di speranza e di accoglienza. Maria è stata la prima nata sull'Isola dopo 51 anni e Leonardo, studente al Gonzaga, è stato adottato dopo il tragico viaggio dall'Africa in Sicilia.
“Leonardo è arrivato sull’Isola in una notte di giugno 2016, su un barcone, stretto a sua madre che purtroppo era morta – ha raccontato Marilena Poderati, mamma di Leonardo e vicedirettrice del Gonzaga Campus -. L’adozione non ha cancellato Lampedusa, l’ha resa parte di noi. Raccontare tutto questo non è facile ma lo facciamo perché la nostra vuole essere una testimonianza positiva e di speranza. Una storia che dice che l’accoglienza vera cambia le vite, che il male non ha l’ultima parola, che una comunità può fare la differenza. Per questo, ogni anno portiamo nell'Isola i giovani del Gonzaga, per far vedere loro il bene che viene fatto. Lampedusa ci ricorda che la speranza, se condivisa, non finisce mai”.
Della visita di Papa Leone XIV parlano i giovani del Gonzaga che, lo scorso aprile, hanno fatto il campo didattico proprio a Lampedusa. Quarantasette studenti hanno partecipato al campo “Restiamo Umani”, mettendo al centro i due grandi temi dell'Ecologia Integrale: l'immigrazione e la cura dell'ambiente. A partecipare sono stati i giovani del liceo classico, scienze umane, sportivo, scientifico e della scuola internazionale, guidati dal direttore generale padre Vitangelo Denora, dal vicedirettore Marilena Poderati insieme ai docenti Valentina Rindinella, Irene Giliberti, Aldo Roggers ed Emio Cinardo. Al campo hanno partecipato anche alcuni giovani provenienti da Sighet (Romania) con cui il Campus ha avviato un percorso di gemellaggio nell’ambito del programma Erasmus.
“Lampedusa è un luogo di unione tra persone di diverse culture che vengono da tanti Paesi – ha raccontato Alessio Pensabene, di 14 anni –. Il Papa ci vuole portare un messaggio di pace che è quello di non chiudere le porte agli immigrati ma di accogliere chi ha bisogno di aiuto. Durante il nostro campo a Lampedusa l'incontro con il dottore Pietro Bartolo mi ha fatto capire concretamente la sofferenza delle persone migranti che arrivano. Ricordo anche l'incontro con Moussa che, con grande coraggio e buona volontà, ha iniziato una nuova vita senza dimenticare la sua cultura”.
“Il Papa con la sua visita vuole farci capire meglio che le persone migranti hanno una storia che merita attenzione e cura – ha detto Sofia Marchione, di 15 anni –. Il campo a Lampedusa mi ha reso più consapevole di ciò che succede a queste persone. Mi è piaciuta molto anche la Porta d’Europa che è un simbolo di accoglienza e di speranza. Oggi sono più attenta alle notizie che parlano degli immigrati. Proprio per questo, ho raccontato questa esperienza pure alle mie compagne che non sono partite”.
“Sono molto contento che Papa Leone ripercorra il primo viaggio che, nel 2013, fece Papa Francesco a Lampedusa – afferma padre Vitangelo Denora – collocandosi in continuità con il suo impegno sociale. È bello ed importantissimo che Papa Leone ripeta questo gesto per dire al mondo e alla Chiesa che è un dovere non voltarsi dall'altra parte. Papa Leone è con Papa Francesco quando dice che il grido della migrazione è lo stesso grido della nostra terra nella prospettiva dell'ecologia integrale. La sua visita è per noi una grande conferma perché, ogni anno, portiamo i nostri giovani a Lampedusa per mostrare loro come la cura del creato e la cura delle persone siano profondamente legate. Siamo felici, inoltre, che il Santo Padre incontri il nostro alunno Leonardo. È un ragazzo arrivato dal mare che ha perso la mamma durante il viaggio, ma che dal 2016 è stato accolto con amore e oggi ha una vita piena e bella. La sua storia è la conferma che dobbiamo continuare a credere nella speranza che nasce dall'accoglienza”.
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