Meteo agosto 2026, ancora caldo con il ritorno dell'anticiclone africano: le previsioni

Meteo agosto 2026, ancora caldo con il ritorno dell'anticiclone africano: le previsioni

L'ondata di calore che ha stretto l'Italia per due settimane si sta esaurendo, ma la tregua sarà breve. Le proiezioni dei modelli indicano il ritorno dell'anticiclone africano a partire dal 30 luglio e un agosto 2026 complessivamente più caldo della norma, con anomalie tra +2 e +3 °C su gran parte del Paese e punte fino a +5 °C al Nord. Per Sicilia e Calabria significa massime diffusamente sopra i 34-35 °C, con picchi oltre i 40 nelle zone interne durante le fasi più intense.

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La perturbazione numero 6 di luglio, transitata venerdì, ha già riportato le temperature verso valori più vicini alla media. Ma tra la sera di sabato 25 e la mattina di lunedì 27 è attesa una seconda perturbazione atlantica, più attiva della precedente: un fronte temporalesco capace di generare fenomeni localmente violenti, con grandine, nubifragi e forti raffiche di vento.

Prima del passaggio del fronte, però, i venti meridionali produrranno una breve fiammata africana: tra sabato e domenica mattina la Sardegna, poi la Sicilia e l'estremo Sud, potranno registrare punte localmente vicine ai 40 °C. È il classico effetto del richiamo caldo che precede una perturbazione, e dura poche ore.

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Superata la fase instabile, i modelli concordano su un'evoluzione piuttosto netta. Le temperature riprenderanno a salire già da martedì 28 luglio su buona parte dell'Europa occidentale, mentre sull'Italia il rinforzo dell'anticiclone africano è atteso attorno al 30 luglio. Le elaborazioni del Centro europeo per le previsioni a medio termine (Ecmwf) indicano, a partire dal 2-3 agosto, l'espansione di un robusto promontorio subtropicale dal Sahara verso il Mediterraneo centrale.

Sarebbe la quarta ondata di calore dell'estate 2026. Secondo alcune elaborazioni potrebbe rivelarsi la più intensa della stagione, anche se su questo punto i modelli non sono ancora allineati.

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Lo schema che emerge dalle tendenze stagionali è quello di due settimane iniziali prevalentemente stabili e calde, con il classico dominio anticiclonico, seguite da una seconda metà del mese più variabile, con fasi instabili alternate a nuovi rinforzi del caldo.

Sul fronte termico le anomalie previste si collocano tra +2 e +3 °C rispetto alla media climatica di riferimento, con scarti che in alcune aree del Nord potrebbero spingersi fino a +5 °C. Le massime supererebbero diffusamente i 34-35 °C sulle pianure settentrionali, al Centro-Sud e sulle Isole maggiori, dove nelle aree interne non sono esclusi picchi oltre i 40 °C. Sulle precipitazioni complessive, invece, i modelli divergono: alcune elaborazioni indicano un mese più secco della norma, altre un surplus legato proprio ai temporali che spezzeranno le ondate.

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Le proiezioni collocano Sardegna, Sicilia e il Centro-Sud peninsulare tra i settori più esposti alle fasi di caldo intenso, insieme alle zone tirreniche. È la conferma di un andamento che ha segnato tutta l'estate: durante la terza ondata di calore, il 20 luglio, il bollettino del ministero della Salute assegnava il bollino rosso a diciassette città, tra cui Messina, Reggio Calabria, Catania e Palermo, con temperature percepite fino a 40 °C nella città dello Stretto.

Nelle fasi più acute della stagione l'Isola ha registrato valori vicini ai 46-47 °C nelle aree interne. Un fattore che amplifica il fenomeno è la siccità del suolo: quando il terreno è arido, l'energia solare che in condizioni normali alimenterebbe l'evaporazione riscalda direttamente la superficie e l'aria sovrastante. Non è il meccanismo che genera un'ondata di calore, ma ne accentua gli effetti locali.

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Il rischio più sottovalutato di agosto non è la temperatura, ma ciò che accade quando il caldo si rompe. L'aria molto calda e umida accumulata nei bassi strati, incontrando correnti più fresche in quota, libera rapidamente l'energia immagazzinata: ne derivano grandinate con chicchi di grandi dimensioni, nubifragi improvvisi capaci di provocare allagamenti e raffiche di downburst che possono superare i 100 chilometri orari. Sono i fenomeni che negli ultimi anni hanno causato i danni maggiori, e si concentrano soprattutto su Alpi, Prealpi e rilievi appenninici, ma non risparmiano le coste.

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Un avvertimento necessario: le tendenze stagionali non sono previsioni. Indicano il comportamento medio atteso dell'atmosfera su un arco di settimane, non il tempo che farà in un giorno preciso. La loro affidabilità, storicamente attorno al 20-30%, è cresciuta negli ultimi anni fino a una forbice stimata tra il 40 e il 50%, ma resta molto distante da quella delle previsioni a tre-cinque giorni. Vanno lette come un'indicazione di scenario e confermate dagli aggiornamenti a medio termine.

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Le raccomandazioni del ministero della Salute per le giornate da bollino arancione e rosso restano le stesse: evitare l'esposizione diretta al sole nelle ore centrali, bere con regolarità anche in assenza di stimolo, non lasciare mai persone o animali in auto, prestare attenzione agli anziani che vivono soli e ai lavoratori all'aperto. Il bollettino con i livelli di rischio per ventisette città italiane, aggiornato quotidianamente, è consultabile sul sito del ministero.

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