Un tranquillo weekend in barca a vela, almeno nelle intenzioni dichiarate via radio. In realtà, una traversata per il trasporto illecito di migranti verso le coste siciliane. È quanto scoperto nella notte dall'equipaggio del guardacoste G.120 “Calabrese” della Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza di Porto Empedocle, nell'ambito dei controlli sulle frontiere marittime.
L’imbarcazione — uno sloop di circa 10 metri battente bandiera tunisina e in buone condizioni strutturali — è stata intercettata al limite esterno delle acque territoriali mentre faceva rotta verso il litorale di Mazara del Vallo. A tradire lo skipper sono stati i sistemi di osservazione termica in dotazione ai finanzieri: oltre alla presenza di un gommoncino sistemato in modo precario a prua, la traccia termica registrata a bordo contrastava con la presenza visibile di soli due soggetti sul ponte.
Contattato via radio, il conduttore dell'unità — un cittadino tunisino cinquantenne, incensurato e proprietario dello yacht — ha sostenuto di essere solo a bordo e di stare effettuando una semplice gita da diporto. Le incongruenze hanno spinto le Fiamme Gialle a procedere all'abbordaggio alle prime luci dell'alba. La perquisizione sottocoperta ha confermato i dubbi: all'interno del natante erano nascosti 8 migranti, tutti privi di documenti regolari per l'ingresso in Italia.
L'operazione si è conclusa con i provvedimenti seguenti:
Arresto dello skipper: il cinquantenne tunisino è stato tratto in arresto in flagranza di reato per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.
Sequestro della barca: lo sloop utilizzato per la traversata è stato posto sotto sequestro giudiziario.
Sbarco e denunce: i migranti sono stati condotti nel porto di Mazara del Vallo, visitati dal personale sanitario e deferiti all'Autorità Giudiziaria per ingresso irregolare, prima del definitivo trasferimento presso il Centro di Permanenza per il Rimpatrio (C.P.R.) di contrada Milo, a Trapani.
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