Mattarella ad Assisi: «Non c’è colpa maggiore di uccidere altri uomini in nome di Dio»

Mattarella ad Assisi: «Non c’è colpa maggiore di uccidere altri uomini in nome di Dio»

«Non c’è colpa maggiore di quella di uccidere altri uomini in nome di Dio». È il messaggio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella dalla loggia del Sacro Convento di Assisi, nel ricordo di san Francesco. Un richiamo al dialogo in un mondo attraversato da «terribili conflitti», nel quale «addirittura da alcune parti si tornano a benedire le armi e a porre gli eserciti sotto insegne religiose». Richiamando l’immagine del «sole» nell’undicesimo canto del Paradiso di Dante, il Capo dello Stato auspica che la luce del Poverello «possa illuminare il mondo, convertire le menti indurite dall’odio, indicare la via della pace, della speranza, della serena, fraterna convivenza». Un messaggio per «tempi segnati da guerre insensate e crudeli», nei quali Mattarella ricorda anche le parole di Leone XIV su «tanta violenza, manipolazione, arroganza».

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Il discorso del Presidente muove da tre pilastri della predicazione francescana: la dignità di ogni persona, il rispetto del Creato e la pace. Su quest’ultima si è soffermato anche il cardinale Matteo Maria Zuppi nell’omelia durante la messa nella Basilica, richiamando il racconto di Francesco e del lupo e il valore della mitezza. Mattarella ricorda la missione in Egitto del 1219, quando, durante la quinta crociata, Francesco attraversò le linee e riuscì, rischiando la vita, a incontrare il sultano al-Malik al-Kamil. «Desiderava ardentemente convertirlo», osserva il Capo dello Stato. «La missione non ebbe – lo sappiamo – questo esito. Ma il sultano rimase colpito da quell’uomo minuto, dai modi e dall’aspetto che dovevano apparirgli bizzarri, che gli parlava, accorato, di pace e di fratellanza».

«Prima che un nemico, prima che un infedele, Francesco riconobbe nel temibile interlocutore un uomo. Un figlio di Dio e, dunque, un fratello», sottolinea Mattarella. Un gesto «rischioso» e «temerario» che non cancellava la violenza, ma «disegnava un atteggiamento di dialogo e di rispetto straordinariamente nuovo e originale».

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Il secondo pilastro è il rispetto del Creato, espresso nel Cantico delle Creature, componimento che segna anche gli inizi della letteratura e della poesia italiane. «Nel secolo di Francesco non ci sono le enormi, decisive questioni dell’inquinamento dell’aria, dell’acqua, della terra, della devastazione delle foreste, del surriscaldamento del pianeta, che oggi viviamo con crescente preoccupazione», ricorda il Presidente, richiamando la Laudato si’ di papa Francesco. Mattarella si sofferma sull’acqua, bene di valore crescente e possibile causa di gravi contrasti futuri, e sul rapporto con gli animali e le piante. «È la gerarchia che Francesco rivoluziona: gli elementi naturali, le piante, gli animali vanno rispettati. L’uomo può disporne ma non farne oggetto di sfruttamento smodato e violento: li deve amare».

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Per la dignità umana, il riferimento è al bacio di Francesco al lebbroso: un gesto nel quale Mattarella riconosce «una carità traboccante» capace di sovvertire le barriere dell’emarginazione. Un amore che «non distingue tra chi dà e chi riceve, tra chi è sano e chi è malato, tra chi cura e chi è curato», espressione del servizio agli ultimi che «tutti eleva e parifica, in quanto figli di Dio e, dunque, fratelli destinati allo stesso orizzonte». Il Capo dello Stato avverte però che questi insegnamenti non devono essere manipolati in chiave politica. «Non renderemmo giustizia al santo di Assisi se la sua figura fosse esaurita in quella di un ecologista, pacifista e operatore caritatevole ante litteram», afferma, suscitando l’applauso delle persone raccolte sotto il loggiato. «Francesco e Chiara erano soprattutto innamorati di Dio e del Vangelo. Il loro linguaggio, che tuttora appare affascinante e contemporaneo, ricco di spunti anche sociali e umanitari, non può essere separato dalla dimensione religiosa, dalla fede ardente e incrollabile, dall’adorazione di Dio, dall’amore per gli uomini».

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