Mamma Valentina, la messinscena per paura di perdere le figlie. Ieri diceva: "Temo che siano morte"

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Mamma Valentina, la messinscena per paura di perdere le figlie. Ieri diceva: "Temo che siano morte"

Mamma Valentina, la messinscena per paura di perdere le figlie. Ieri diceva: "Temo che siano morte"

A un giorno dal ritrovamento delle due sorelle di 12 e 16 anni a Formia e dall'arresto della madre, Valentina D'Acunto, gli appelli pubblici diffusi dalla donna durante la scomparsa – la lettera aperta, l'audio in lacrime, fino al «temo che le mie figlie siano morte» pronunciato poche ore prima del blitz – vengono ora riletti dagli inquirenti come possibile messinscena. La donna, il suo compagno e il nonno materno delle ragazze sono accusati di sequestro di persona aggravato in concorso, mentre resta indagata a piede libero l'anziana che le ospitava. Per tutti, allo stato, vige la presunzione di non colpevolezza.

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In conferenza stampa il procuratore capo di Sulmona, Luciano D'Angelo, ha collocato la vicenda fuori dalla cornice criminale, parlando di «un amore genitoriale malato» e di una storia che «non ha nulla a che vedere con la criminalità». Il magistrato ha descritto due genitori che avrebbero rinunciato a «mettere al primo posto l'interesse dei minori» e ha sottolineato che l'obiettivo non erano gli arresti, ma «la liberazione di due ragazze», ricordando che per le persone fermate continua a valere la presunzione di non colpevolezza.

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Secondo la ricostruzione degli inquirenti, nella notte tra il 6 e il 7 giugno le ragazze sarebbero state prelevate a Civitella Alfedena dal nonno materno e dal compagno della madre e portate nell'appartamento di Formia, dove sarebbero rimaste per circa due settimane senza poter uscire. La svolta sarebbe arrivata da una videochiamata partita dal telefono della madre verso un'utenza sotto osservazione. A indirizzare gli investigatori avrebbe contribuito anche l'acquisto, in grande quantità e poco prima della sparizione, di alimenti destinati a una delle figlie, pur senza – ha precisato il procuratore – una «pistola fumante».

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Durante la scomparsa la donna – che in sede giudiziaria sarebbe stata descritta come «persona manipolatrice» – non si era mai esposta in prima persona, affidando i propri messaggi al suo legale, l'avvocato Enrico Mastantuono, che in quei giorni aveva diffuso alcune lettere scritte negli anni dalle figlie alla madre. Sull'autenticità di quelle missive, secondo quanto riferito, sarebbero stati avanzati dei dubbi. Per gli inquirenti la donna avrebbe mantenuto la propria versione fino all'ultimo: sarà ora la magistratura a valutarne la posizione.

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Le due sorelle, descritte come provate e in forte stress emotivo, sono state affidate a un tutore e trasferite in una struttura protetta fuori provincia. La garante regionale per l'infanzia ha invitato a rivolgere il pensiero «esclusivamente» alle ragazze e alla loro fragilità in questa fase. La decadenza della responsabilità genitoriale – ex potestà – a carico della madre era stata disposta lo scorso 28 maggio, pochi giorni prima della scomparsa, in un quadro familiare già seguito dai servizi sociali.

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