Ma quanto è vitale il “giallo italiano”: i libri strenna per Natale

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Ma quanto è vitale il “giallo italiano”: i libri strenna per Natale

Ma quanto è vitale il “giallo italiano”: i libri strenna per Natale

Fragili o tormentati, risoluti o dubbiosi, malinconici e pensosi, ma vitali: sono ispettori e ispettrici, commissari e detective, giornaliste e giornalisti, vicequestori che affollano il mondo delle indagini letterarie. Bussano alla porta dei loro ideatori che li amano tanto da mettere in quelle vite immaginate, e dunque “vere”, sentimenti e pulsioni, dolori e delusioni. Ma anche successi, giacché le indagini in una realtà pervasa dall’ordinarietà del crimine si concludono sempre brillantemente. Che il delitto ci appartiene ma c’è chi appartiene al delitto, e la verità confusa alla menzogna assume le apparenze della verità, come diceva Sciascia, lo sappiamo, forse per questo è sempre più fecondo e polimorfico il “giallo italiano” nel quale nascono nuovi personaggi così come continuano le vicende di altri, ormai beniamini di lettori e telespettatori.

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Come la vicequestora Giovanna, “Vanina” Guarrasi, nata dalla penna di Cristina Cassar Scalia e protagonista di una serie televisiva di successo. La sua ultima avventura, in Mandorla amara (Einaudi), la pone di fronte a un crimine alla Agatha Christie: un avvelenamento per cianuro di sette persone su uno yacht di lusso alla deriva nello splendido mare tra Catania e le Eolie, e una serie di stranezze che rivelano come le miserie umane possano condurre al crimine.
Basta un granello di sabbia dentro perché la verità vada a rotoli, lo ricordava il commissario Maigret e lo sa bene pure una coppia letteraria, il vicecommissario Paco Durante che col sostituto procuratore di Roma Gianfelice Agnello vogliono ristabilire verità e giustizia, in Una storia sbagliata di Giancarlo De Cataldo (Einaudi), ambientata nei foschi anni Settanta italiani: la morte di una ragazza per eroina nel 1974 si spalanca su uno scenario italiano già drammatico tra strategia delle tensioni, stragismo e lotte sociali.
È tra i più autorevoli eredi letterari di Camilleri, Antonio Manzini, la cui prolifica vena narrativa si conferma in Sotto mentite spoglie (Sellerio) con il vicequestore Rocco Schiavone, personaggio ormai famoso, che sotto il cielo nevoso di Aosta, in una stereotipata atmosfera natalizia, sembra sprofondare ancora di più nelle sue oscurità: c’è una rapina finita male e un cadavere senza nome ritrovato in un lago, e c’è Marina che non “parla” più a Rocco.
Il giallo è una sorta d’indagine socio-antropologica che analizza la capacità camaleontica del crimine: lo ha sempre detto Massimo Carlotto, che ha raccontato un territorio italiano, il Nordest, dove, come in A esequie avvenute. Una storia dell’Alligatore (Einaudi), una storia accompagnata da un malinconico ritmo blues, fa muovere un disilluso Marco Buratti, più noto come l’Alligatore, insieme ai soci e amici Max la Memoria e Beniamino Rossini, tra truffe, finto perbenismo, «magheggi» di imprenditori senza scrupoli e squallidi traffici.
Marco Malvaldi, che ripete di essere nato come giallista ma di reputarsi un umorista, in Piomba libera tutti (Sellerio) fa stare ancora assieme i suoi vecchietti che con tagliente leggerezza toscana aiutano a risolvere i casi. C’è, però, una triste novità: il novantenne Aldo, il più saggio, è morto investito da una bicicletta, ma la vita, e il crimine, purtroppo, vanno avanti. Perciò Alice Martelli, vicequestora e fidanzata di Massimo il barista, fa i conti col cadavere d’una donna trovato nel garage d’un condominio nel quale tutti la odiavano.
C’è tutta una geografia italiana esaltata dal genere giallo e il territorio stesso è diventato personaggio, come nelle trame di Piergiorgio Pulixi, che nell’ambientazione nella sua Sardegna, attraverso le sue serie narrative in continua evoluzione, esprime la sua interessante cifra letteraria, e con Il nido del corvo (Feltrinelli) propone una nuova coppia letteraria, gli ispettori Daniel Corvo e Viola Zardi, che, dal macabro ritrovamento d’una mano femminile a Penisola del Sinis, capiscono di avere a che fare con un killer che li sta sfidando.
Come potente è la descrizione antropologica del litorale campano, zona Castel Volturno, paradiso convertito in inferno, in cui s’ambienta la prima avventura d’un singolare investigatore: in La fame del Cigno (Sellerio) Luca Mercadante racconta un mondo dolente e un uomo disilluso, Domenico Cigno, cronista sportivo campano, ex pugile obeso e tormentato dalla bulimia, con una mente agile e un’anima che resta empatica.
A proposito di paesaggio, sono le Eolie nel loro splendore ad accogliere un nuovo ispettore, Giorgio Garbo, nato dalla penna del messinese Francesco Musolino, che in Giallo Lipari (Edizioni e/o), primo di una serie ambientata nelle isole, nell’atmosfera vacanziera di Lipari, indaga su due crimini, dopo il ritrovamento di un cadavere e un caso di cyber stalking che si rivelano strettamente legati.
E c’è un’altra messinese, Virginia Spanò, che esordisce con Profumi e graffi. La prima indagine dell’ispettore Greco (Giulio Perrone Editore), giallo ambientato nel territorio di Ascoli Piceno, con feroci delitti presso il lago di Pilato, misterioso per antiche leggende legate alla magia, sui quali indaga il siciliano Andrea Greco, ispettore capo del reparto anticrimine.
Fa riposare il “suo” amatissimo commissario Ricciardi Maurizio de Giovanni che con L’orologiaio di Brest (Feltrinelli) riavvolge l’orologio narrativo spostandolo all’inizio degli anni Ottanta, tempi di cambiamenti e di eventi plumbei per l’Italia, con una storia tra memoria e oblio, tra colpa e innocenza, tra padri e figli. E due nuovi personaggi, la giornalista Vera Coen e il professor Andrea Malchiodi, che indagano nelle tenebre d’un fatto di sangue di quattro decenni prima.
Sempre più numerose e simpatiche le protagoniste femminili che usano le “celluline grigie” di Poirot, come l’ispettrice Mirna Pagani, ideata da Serena Cappellozza che in Il valore delle cose (Sellerio) ambienta tra le barene della laguna di Venezia l’omicidio d’un imprenditore gettato ai pesci assieme a una preziosa scatola di sigari. Personaggio irrisolto, con l’abitudine di appuntare sulle sue agendine il “valore” delle cose, la Pagani con l’ agente Angeli si muove tra intrighi familiari e aziendali.

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