L’Italia verso il ritorno al nucleare, sì definitivo del Senato alla legge delega: cosa prevede

L’Italia verso il ritorno al nucleare, sì definitivo del Senato alla legge delega: cosa prevede

L’aula del Senato ha approvato in via definitiva il disegno di legge delega Pichetto sul nucleare, già approvato alla Camera. Il provvedimento ha lo scopo di ridare all’Italia una normativa sulle centrali atomiche.

Link to Meloni: «Un altro impegno che abbiamo mantenuto»Meloni: «Un altro impegno che abbiamo mantenuto»

«Oggi il Parlamento ha approvato in via definitiva la legge sul nucleare. Dopo quasi quarant’anni, l’Italia torna ad avere un quadro di regole per produrre energia nucleare. Una scelta coraggiosa e di buon senso. Oggi importiamo elettricità prodotta dalle centrali nucleari di nazioni vicine, ma non possiamo produrla noi. Questa legge serve a cambiare le cose». Lo afferma sui social la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, spiegando che «ora il Governo scriverà le norme attuative su sicurezza, autorizzazioni, gestione dei rifiuti e rapporto con i territori. Era un impegno preso con gli italiani. Un altro impegno che abbiamo mantenuto».

Link to Cosa prevede la delega al GovernoCosa prevede la delega al Governo

Il disegno di legge sul nucleare approvato dai due rami del Parlamento conferisce al Governo la delega per disciplinare in modo organico l’introduzione del nucleare sostenibile nel sistema energetico nazionale, adottando uno o più decreti attuativi entro 12 mesi dalla entrata in vigore del provvedimento.

Il testo fa diretto riferimento al rispetto degli obblighi europei e internazionali e si inserisce nel quadro delle politiche comunitarie indirizzate al raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione al 2050, con l’obiettivo di rafforzare sicurezza e indipendenza energetica, contenendo i costi dei consumi.

La delega prevede l’elaborazione di un Programma nazionale finalizzato allo sviluppo della produzione e dell’utilizzo di energia da fonte nucleare sostenibile e da fusione; nonché la definizione della disciplina relativa alla sperimentazione, localizzazione, costruzione, installazione ed esercizio di nuovi impianti di produzione. Rientrano nel perimetro della delega anche la disattivazione e lo smantellamento delle installazioni nucleari esistenti, la disciplina del combustibile nucleare, degli impianti di stoccaggio e smaltimento definitivo di rifiuti radioattivi e del combustibile esaurito.

Sono oggetto del provvedimento anche il riordino della disciplina in materia di sicurezza, vigilanza e controllo, nonché della governance e il potenziamento della ricerca scientifica, industriale e la formazione di nuove competenze.

Link to Pichetto: «Il nucleare non è un ritorno al passato»Pichetto: «Il nucleare non è un ritorno al passato»

«Oggi l’Italia fa un passo verso il futuro: l’approvazione della delega al governo sul nuovo nucleare sostenibile dà compimento a un percorso avviato ormai tre anni fa, volto ad esplorare le potenzialità di questa nuova tecnologia, pulita e sostenibile. Il nucleare non è un ritorno al passato: è una tecnologia vincente, che integrata con le rinnovabili può dare straordinari risultati per la nostra sicurezza energetica, verso la neutralità al 2050», ha commentato Gilberto Pichetto, ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica.

Link to Nessuna centrale autorizzata: la legge fissa il quadroNessuna centrale autorizzata: la legge fissa il quadro

Più nel dettaglio la legge definisce il quadro entro il quale potranno essere valutati in futuro singoli progetti, quindi non autorizza oggi la costruzione di una centrale. La delega al Governo riguarda l’intero ciclo di vita: programmazione, localizzazione, costruzione, esercizio, sicurezza, combustibile, rifiuti e smantellamento finale. Il Governo avrà 12 mesi per adottare i decreti legislativi e altri 24 mesi per eventuali correttivi.

Link to Neutralità tecnologica: Smr, Amr, microreattori e fusioneNeutralità tecnologica: Smr, Amr, microreattori e fusione

Non viene scelta oggi una tecnologia. Il principio è quello della neutralità tecnologica: saranno i decreti a stabilire quali tecnologie potranno essere utilizzate sulla base di maturità, sicurezza e sostenibilità. Il perimetro comprende Smr, Amr, microreattori e, con una disciplina specifica, la fusione.

Link to Il ruolo dell’Isin e la possibile Autorità indipendenteIl ruolo dell’Isin e la possibile Autorità indipendente

La legge prevede anche la possibilità di istituire una Autorità amministrativa indipendente per la sicurezza nucleare, valorizzando e rafforzando le competenze tecniche già esistenti presso Isin, l’Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione. Isin è già oggi l’autorità nazionale di regolamentazione competente per la sicurezza nucleare e la radioprotezione e svolge controlli sulle installazioni nucleari in disattivazione, sui reattori di ricerca oggi attivi in Italia, sulla gestione dei rifiuti e del combustibile esaurito, sulle sorgenti radioattive utilizzate anche in campo sanitario e industriale e sul trasporto dei materiali radioattivi.

Link to I siti non ci sono ancora: i criteri e l’orizzonte del 2035I siti non ci sono ancora: i criteri e l’orizzonte del 2035

La legge non individua i siti delle future centrali. La localizzazione avverrà sulla base di criteri tecnici, ambientali e territoriali: sicurezza nucleare, sismicità, rischio idrogeologico, disponibilità di infrastrutture, connessione alla rete e caratteristiche del territorio. Sono previste forme di consultazione delle comunità interessate. Il Pniec colloca l’eventuale ingresso del nuovo nucleare intorno al 2035. Negli scenari al 2050 vengono valutati circa 8-16 GW di capacità nucleare, equivalenti a circa l’11-22% della domanda elettrica nazionale.

Link to L’integrazione con le rinnovabiliL’integrazione con le rinnovabili

Il nucleare verrebbe quindi integrato con rinnovabili, accumuli, reti e interconnessioni, non pensato in alternativa a esse. Il punto tecnico dell’integrazione è questo: eolico e fotovoltaico dipendono dalla disponibilità di sole e vento, mentre il nucleare è una fonte programmabile e a basse emissioni (in realtà è la fonte a più basse emissioni di CO2 nel ciclo di vita). In un sistema decarbonizzato bisogna garantire non soltanto abbastanza energia nell’arco dell’anno, ma anche potenza disponibile in ogni ora, stabilità della rete e sicurezza degli approvvigionamenti.

(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati