«Mamma, domani mi pagano lo stipendio e ti mando i soldi per le cure». E’ stata l’ultima telefonata a casa di Waseem Khan , il bracciante pachistano arso vivo ad Amendolara, in Calabria, il primo giugno scorso, insieme a tre cittadini afghani. A raccontarlo all’Ansa è il fratello, Imran Khan , nel villaggio di Toru, nella provincia nord occidentale pachistana di Khyber Pakhtunkhwa. La famiglia...
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