Piscina comunale di Cosenza, la protesta dei genitori degli agonisti: «Disservizi continui, così i ragazzi rischiano di lasciare lo sport»

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Piscina comunale di Cosenza, la protesta dei genitori degli agonisti: «Disservizi continui, così i ragazzi rischiano di lasciare lo sport»

Piscina comunale di Cosenza, la protesta dei genitori degli agonisti: «Disservizi continui, così i ragazzi rischiano di lasciare lo sport»

Una lettera aperta indirizzata al sindaco di Cosenza, agli assessori competenti e alla società Aqa Cosenza Asd per denunciare una situazione che, secondo i firmatari, sta mettendo a dura prova l’attività del nuoto agonistico cittadino. A scriverla è un gruppo di genitori di giovani atleti che frequentano la piscina comunale e che parlano di un progressivo deterioramento delle condizioni organizzative dell’impianto, con conseguenze sempre più pesanti per ragazzi e famiglie.

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Nella nota vengono elencati diversi episodi che avrebbero creato notevoli disagi agli atleti. Tra questi lo spostamento delle finali regionali di categoria in giorni infrasettimanali e il trasferimento delle gare degli Esordienti a Lamezia Terme nel luglio del 2025. Scelte che, secondo i genitori, hanno comportato difficoltà organizzative e costi aggiuntivi per le famiglie.

Vengono inoltre contestate le chiusure dell’impianto in occasione di ponti e festività, in particolare il 2 maggio e l’1 e 2 giugno. Per garantire la continuità degli allenamenti, i giovani nuotatori sarebbero stati costretti a spostarsi prima a Rende e successivamente, grazie alla disponibilità di Aqa, fino al Centro Federale di Crotone.

Tra i punti più critici evidenziati nella lettera figura anche l’annullamento dello storico Meeting di Cosenza, manifestazione che per oltre vent’anni aveva rappresentato un appuntamento di rilievo per il nuoto regionale e nazionale. Secondo quanto riferito dai genitori, la cancellazione sarebbe legata a problematiche riguardanti la temperatura dell’acqua della vasca esterna. Una decisione che avrebbe comportato la perdita di un importante indotto economico per la città, con circa 700 atleti presenti e strutture ricettive tradizionalmente sold out durante l’evento.

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Nel documento viene inoltre sottolineato il mancato utilizzo della vasca olimpionica da 50 metri, considerata una delle strutture più importanti del Mezzogiorno ma utilizzata, secondo i firmatari, soltanto per un periodo limitato dell’anno.

«Non possiamo permettere che una struttura pubblica diventi una cattedrale nel deserto in cui lo sport agonistico sia percepito solo come un fastidio o un peso economico», scrivono i genitori, chiedendo un intervento immediato dell’Amministrazione comunale, proprietaria dell’impianto, per verificare le cause dei disservizi e garantire una gestione adeguata della struttura.

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Le preoccupazioni riguardano anche gli imminenti impegni sportivi. Sabato prossimo, infatti, a Crotone si svolgeranno le qualificazioni per i Campionati italiani di salvamento e gli atleti cosentini saranno costretti a trasferirsi proprio nella città pitagorica per provare le gare in una vasca delle stesse dimensioni di quella di Cosenza. Un’ulteriore trasferta che, secondo le famiglie, sarebbe stata evitabile con una piena funzionalità dell’impianto cittadino.

I genitori ricordano infine i risultati ottenuti dagli atleti del territorio nel corso dell’ultima stagione, con un giovane nuotatore salito sul podio nazionale e una ragazza classificatasi tra le prime otto d’Italia. Traguardi che, a loro avviso, dimostrano il valore del movimento natatorio cosentino e la necessità di tutelarne la crescita attraverso strutture efficienti e servizi adeguati.

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