Nuovo post dopo la morte di Sofia: il ragazzo del video choc ride ancora e lascia l’Italia: "Fallito il mio piano di fare la bella vita"

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Nuovo post dopo la morte di Sofia: il ragazzo del video choc ride ancora e lascia l’Italia: "Fallito il mio piano di fare la bella vita"

Nuovo post dopo la morte di Sofia: il ragazzo del video choc ride ancora e lascia l’Italia: "Fallito il mio piano di fare la bella vita"

L’ha rifatto. Il ragazzino del video choc girato mentre Sofia Barberi e l’amica Elena B. erano ancora sull'asfalto dopo l’impatto del loro motorino contro la Cinquecento di una ragazza neopatentata, il ragazzino che aveva chiesto scusa dicendo di se stesso «sono un coglione, non avevo capito la gravità della cosa», ha girato un altro video mentre all’aeroporto di Malpensa sale su un aereo che lo porterà forse in Olanda, forse in Portogallo.

Visto il clima d’odio che si respira nei suoi confronti, ha pensato bene di lasciare l'Italia. E a chi lo conosce lascia un altro video registrato con leggerezza, con il sorriso ben stampato in faccia e con quel tono irridente che aveva la sera dell’incidente.

«Mi sa che il mio piano di fare bella vita felice in Italia è fallito. Tutta Italia ci odia, porca p... Vabbeh oh, remigrazione. Re-mi-gra-zio-ne» ripete ridendo, citando la parola d’ordine del generale Vannacci. Ride e si lamenta: «e vabbeh oh... mi ha rovinato la vita questo incidente, mi tocca cambiare tutto quanto... casa... porca putt... meno male che la prendo sul ridere sennò qua... Re-mi-gra-zio-ne». E continua così, ridendo, fin sulla scaletta dell’aereo low cost che lo aiuterà ad andarsene dall’Italia. Pare che si sia diretto verso l’Olanda, dove potrebbe avere dei familiari, o anche in Portogallo: è lui stesso che lo dice rispondendo a uno dei tanti commenti pieni di insulti postati sotto il suo primo video.

«Ve la siete girata come volete, e vabbè, un saluto dal Portogallo», scrive. Così ha buttato benzina sul fuoco e monta l’indignazione per la superficialità con cui tratta l’incidente in cui è morta una ragazza di 23 anni e che ha portato ad amputare un piede a un’altra giovanissima.

«È inconcepibile che al nostro dolore si sommi questo atto di disumanità che non possiamo ignorare: davanti a un incidente, davanti a una vita spezzata e a soccorritori impegnati nel tentativo disperato di salvare due ragazze, la prima reazione non può essere quella di prendere un telefono, registrare un video e trasformare una tragedia in contenuto da social», scrive Domenico Mamone, datore di lavoro di Sofia. Elena B. è ancora in ospedale, al Santa Corona di Pietra Ligure.

E’ ancora nel reparto di rianimazione, le sue condizioni restano gravi. E intanto la famiglia di Sofia piange la ragazza, il cui corpo dovrà essere sottoposto ad autopsia - mercoledì verrà affidato l’incarico - prima di essere restituito alla famiglia. Stasera intanto si terrà una camminata per le strade di Ceriale organizzata dall’associazione culturale Young Ceriale: "un gesto per chi sente il bisogno di esserci». Un palloncino bianco per ricordare Sofia, una presenza per dare forza a Elena.

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