Maturità 2026, al via domani: come funziona la prima prova, i divieti e il toto-tracce

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Maturità 2026, al via domani: come funziona la prima prova, i divieti e il toto-tracce

Maturità 2026, al via domani: come funziona la prima prova, i divieti e il toto-tracce

Tutto pronto per la maturità 2026: domani 527.747 studenti affronteranno la prima prova scritta, il tema di italiano, al via alle 8.30. Le tracce sono uguali per tutti gli indirizzi e sono sette, divise in tre tipologie. Tra ripasso dell’ultimo minuto, ansia e riti scaramantici, ecco cosa sapere: come funziona la prova, cosa portare, cosa è vietato e quali argomenti spiccano nel toto-tracce.

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La prima prova è comune a tutti gli indirizzi e propone sette tracce, divise in tre tipologie: due analisi del testo (una su un brano poetico, l’altra in prosa), tre tracce di testo argomentativo e due temi di attualità. Lo studente ne sceglierà una soltanto. Il via è fissato alle 8.30.

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Per non rischiare brutte sorprese è fondamentale presentarsi con un documento d’identità, le penne e il dizionario di lingua italiana. I fogli protocollo, timbrati, vengono forniti dalla scuola. Sono invece severamente vietati smartphone, smartwatch, tablet e auricolari: chi viene sorpreso con uno di questi dispositivi rischia l’esclusione dall’esame.

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Alla vigilia si rincorrono le ipotesi sulle possibili tracce. In cima alle previsioni gli 80 anni dal referendum istituzionale del 1946, ma nelle ultime ore si è fatta largo anche la suggestione di un’autrice donna, Grazia Deledda, nel centenario del suo premio Nobel per la letteratura. Tra i temi d’attualità attesi figurano l’intelligenza artificiale, la salute mentale e le trasformazioni della società contemporanea. Sul fronte degli autori resta favorito – pur senza essere mai uscito – Gabriele D’Annunzio; completano la rosa dei «papabili» Giovanni Verga e Giovanni Pascoli, Luigi Pirandello, Giuseppe Ungaretti ed Eugenio Montale.

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Alla vigilia non sono mancati i messaggi delle istituzioni. La premier Giorgia Meloni ha rivolto i suoi auguri agli studenti: «La maturità è una prova importante, certo, ma non può essere vissuta come un giudizio definitivo sul valore di una persona. Affrontate questa prova con fiducia». Riconoscendo l’ansia e il carico emotivo di questi giorni («è normale»), ha voluto mandare «un saluto sincero e un incoraggiamento affettuoso». Il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, ha ricordato ai maturandi che «non abbiamo bisogno di persone perfette, ma di chi sa ragionare su ciò che si è appreso e anche sui propri errori».

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Per scacciare l’ansia, c’è chi si affida alla scaramanzia. Secondo un sondaggio, un maturando su tre ricorre alla propria spiritualità – metà di loro intensificando preghiere e funzioni religiose – mentre il 23% si presenterà con accessori portafortuna, come collane o braccialetti, e il 15% con indumenti «propizi». La vera formula vincente dell’anno, però, è la penna «portafortuna», adottata dal 21% di chi mette in campo un rito scaramantico. Intanto si sono insediate le commissioni – un presidente esterno, due membri esterni e due interni – ed è stata estratta la lettera da cui partiranno gli orali. Quest’anno gli ammessi all’esame sono il 96,8%, contro un 3,2% di non ammessi.

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