Al processo in corso a Napoli per l'omicidio di Martina Carbonaro, la 14enne uccisa ad Afragola il 26 maggio 2025, è emerso un dettaglio che fa riflettere: la ragazza aveva scelto come confidente l'intelligenza artificiale. «Ciao chat, volevo chiederti come mai ho paura di dare il cellulare al mio ragazzo?», scriveva a ChatGPT, anziché ai genitori o alle amiche. Per la sua morte è imputato l'ex fidanzato Alessio Tucci, reo confesso, a processo per omicidio volontario pluriaggravato.
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Secondo quanto riferito in aula dal brigadiere Michele Carusone, della stazione dei carabinieri di Afragola che ha analizzato il telefono della vittima, Martina non aveva un rapporto confidenziale né con la famiglia né con le compagne di scuola: si confidava con un amico del Nord Italia e con il chatbot. Nelle conversazioni, risalenti ad alcuni mesi prima del delitto, esprimeva il disagio nel consegnare il cellulare al fidanzato, che pretendeva di controllarlo: «non volevo dargli il cellulare, mi stava salendo l'ansia, premetto che non ho fatto nulla e non volevo fare nulla».
A commentare il ruolo della tecnologia è stato l'avvocato Sergio Pisani, legale della famiglia: «Molti ragazzi oggi si confidano con un computer, ma un computer non può essere la soluzione, non può chiedere aiuto per loro». Il legale ha ricordato che la ragazza «aveva chiesto aiuto anche a un'insegnante e aveva detto più volte di avere paura».
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Dall'analisi dei telefoni sono emersi circa 168mila messaggi scambiati tra i due, in cui – secondo gli inquirenti – il rapporto appare segnato dal comportamento controllante e violento dell'imputato. Il 9 maggio 2025, dopo uno schiaffo che le aveva rotto gli occhiali, era stata Martina a chiedere scusa: «nonostante avesse ragione, perché aveva ricevuto uno schiaffo, è lei che chiede scusa», ha spiegato il carabiniere. Quando la 14enne aveva iniziato a frequentare un altro ragazzo, Tucci le avrebbe inviato diversi messaggi minacciosi, tra cui «il karma esiste, devi morire per amore». A quelle parole la ragazza rispondeva più volte: «mi fai paura».
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Il processo si svolge davanti alla seconda sezione della Corte di Assise di Napoli, presieduta dal giudice Maurizio Conte; Tucci, 19 anni, segue le udienze in videocollegamento dal carcere di Secondigliano. La giornata è stata dedicata soprattutto alla deposizione del brigadiere Carusone, tra i militari che ritrovarono il corpo della ragazza in un casolare abbandonato nei pressi dello stadio Moccia. Pur non essendo contestata la premeditazione, ha osservato l'avvocato Pisani, il messaggio «il karma esiste, devi morire» andrebbe «in questa direzione».
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