L'Europa accelera sull'ingresso dell'Ucraina nella Ue. Frizioni tra la Lega contraria e gli alleati di governo

di

Redazione

Data Pubblicazione

L'Europa accelera sull'ingresso dell'Ucraina nella Ue. Frizioni tra la Lega contraria e gli alleati di governo

L'Europa accelera sull'ingresso dell'Ucraina nella Ue. Frizioni tra la Lega contraria e gli alleati di governo

Link to A rendere possibile lo scatto in avanti dell'Ue è il drastico cambio di scenario in Ungheria. L'uscita di scena di Viktor Orbán ehanno infatti fatto decadere il veto che Budapest manteneva da anni sul dossier KievA rendere possibile lo scatto in avanti dell'Ue è il drastico cambio di scenario in Ungheria. L'uscita di scena di Viktor Orbán ehanno infatti fatto decadere il veto che Budapest manteneva da anni sul dossier Kiev

Il dossier dell'allargamento a Est dell'Unione Europea riaccende le tensioni nel governo italiano, trasformandosi nell'ennesimo terreno di scontro tra gli alleati di centrodestra. A dare fuoco alle polveri è una dura nota della Lega, che si schiera apertamente contro l'ipotesi di un ingresso di Kiev nella famiglia europea: «Siamo assolutamente contrari. Oltre a non avere i requisiti necessari, che altri Paesi stanno ottenendo dopo anni di riforme, l'ingresso di Kiev rappresenterebbe un danno economico e sociale di enormi proporzioni».Un affondo che ha immediatamente provocato la reazione di Forza Italia, intenzionata a blindare il profilo europeista e atlantista dell'esecutivo. Da Limassol, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha preso nettamente le distanze dal Carroccio: «Noi siamo favorevoli all'avvio di un percorso che porti l'Ucraina nell'UE».

la Commissione Europea sarebbe infatti  pronta a presentare la proposta ufficiale per aprire il primo blocco di capitoli negoziali (il cosiddetto "cluster") con Ucraina e Moldavia. Il cronoprogramma è serrato: presentazione il 16 giugno al Consiglio Affari generali e via libera politico dei capi di Stato e di governo atteso nel successivo Consiglio europeo del 18 e 19 giugno.A rendere possibile lo scatto in avanti dell'Ue è il drastico cambio di scenario in Ungheria. L'uscita di scena di Viktor Orbán e l'ascesa del nuovo premier Péter Magyar hanno infatti fatto decadere il veto che Budapest manteneva da anni sul dossier ucraino. Atteso a Bruxelles per trattare lo sblocco dei miliardi di fondi UE congelati per le violazioni dello Stato di diritto compiute dal precedente governo, Magyar ha scelto la via del pragmatismo: il suo semaforo verde a Kiev sarà legato a doppio filo all'esito delle trattative economiche con l'Europa per il suo Paese.

(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati