La Sicilia corre a metà, boom dei cantieri: per Bankitalia la crescita c'è, ma il "motore" rallenta

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La Sicilia corre a metà, boom dei cantieri: per Bankitalia la crescita c'è, ma il "motore" rallenta

La Sicilia corre a metà, boom dei cantieri: per Bankitalia la crescita c'è, ma il "motore" rallenta

Cresce, ma rallenta il quadro dell’economia in Sicilia, trainata dal settore delle costruzioni e in particolare dalle opere pubbliche, e potrebbe peggiorare a causa della «incertezza» del contesto internazionale. La fotografia è contenuta nel «Rapporto sull'economia della Sicilia» di Bankitalia presentato oggi a Palermo.

Nel 2025 l’attività economica in Sicilia è cresciuta dello 0,6%, una variazione lievemente superiore a quella dell’Italia, ma meno intensa dell’anno precedente. Nell’industria in senso stretto la congiuntura è stata lievemente positiva; le aziende con fatturato in aumento hanno prevalso su quelle con vendite in calo: il saldo è stato più elevato per le imprese di maggiori dimensioni.
Le esportazioni di prodotti non petroliferi sono cresciute (7,1%) soprattutto per il contributo della cantieristica
navale, dell’agroalimentare e dell’elettronica; le vendite all’estero dei prodotti petroliferi si sono invece ridotte del 23,4 per cento, sia per il calo delle quantità esportate sia per l’andamento delle quotazioni.

L’attività del settore delle costruzioni è cresciuta: l’incremento nel comparto delle opere pubbliche ha più che compensato la riduzione nell’edilizia privata. Le compravendite e i prezzi delle abitazioni sono aumentati. Negli ultimi anni la crescita dell’edilizia si è riflessa nel rafforzamento delle aziende del settore; quest’ultimo ha registrato un’incidenza di imprese a forte espansione occupazionale superiore sia agli altri settori sia al corrispondente dato nazionale.
Il rallentamento della crescita si è manifestato in particolare nel settore dei servizi, da cui provengono i quattro quinti del valore aggiunto regionale. Tra le imprese i casi di aumento del fatturato hanno sostanzialmente eguagliato quelli di diminuzione: le presenze turistiche sono aumentate, mentre il traffico di passeggeri negli aeroporti dell’Isola è rimasto sui livelli dell’anno precedente. Il trasporto marittimo ha invece mostrato andamenti positivi nella movimentazione sia di passeggeri sia di merci: il comparto genera quasi il 4 per cento del valore aggiunto delle società di capitali.

I risultati economici delle imprese, spiega Bankitalia, sono stati nel complesso positivi contribuendo alla crescita della liquidità. Gli investimenti, in lieve ripresa, hanno beneficiato anche della riduzione del costo del credito. Pesa sulle prospettive future «l'incertezza derivante dal contesto internazionale», che vede la gran parte delle aziende ipotizzare «un calo dell’accumulazione di capitale».

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Nel 2025 la spesa degli enti territoriali regionali è cresciuta del 7 per cento, sospinta prevalentemente dalla componente in conto capitale, aumentata di quasi un terzo. La dinamica ha riflesso l’intensificazione degli investimenti relativi all’attuazione delle politiche di coesione e del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr)». «Le politiche europee, oltre alla realizzazione di opere pubbliche, hanno contribuito anche all’innovazione tecnologica delle imprese e al processo di transizione digitale degli enti locali, sebbene quest’ultimo presenti ancora dei ritardi rispetto al dato nazionale - prosegue il rapporto - L’aumento della spesa corrente (3,7 per cento) è attribuibile a tutte le tipologie di enti. Le entrate sono aumentate. È proseguito il miglioramento dei saldi di bilancio degli enti territoriali, pur persistendo una maggiore diffusione degli squilibri finanziari dei Comuni rispetto alla media nazionale. La Regione ha conseguito il pieno rientro dal disavanzo registrando un saldo positivo».

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L’andamento positivo del mercato del lavoro ha sostenuto il reddito delle famiglie siciliane che, secondo le stime della Banca d’Italia, che oggi ha presentato a Palermo il rapporto annuale sull'economia siciliana, nel 2025 è cresciuto del 2,6%. In presenza di un’inflazione lievemente più elevata dell’anno precedente, il reddito in termini reali è cresciuto dell’1%. La spesa per consumi in regione è aumentata dell’1%, in linea con la media italiana. La crescita sostenuta dei finanziamenti alle famiglie, con una variazione su base annua del 3,7% (2,3% nel 2024) è stata favorita dall’accelerazione dei mutui abitativi, le cui erogazioni sono cresciute di oltre un quarto raggiungendo i 2 miliardi di euro. L’andamento è principalmente dipeso dall’aumento della domanda di nuovi finanziamenti in connessione con l’espansione delle compravendite di abitazioni. La crescita del credito al consumo si è confermata sostenuta (4,8%).

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Impennata nel settore delle costruzioni grazie all’apertura di più cantieri per le opere pubbliche che hanno più che compensato la riduzione nell’edilizia privata. Il valore aggiunto delle costruzioni è cresciuto, a prezzi costanti, dell’1,5%, le ore lavorate del 3,1%, sostenute dalle opere pubbliche, mentre gli investimenti degli enti territoriali sono aumentati del 34,5%. Volano le compravendite e i prezzi delle abitazioni

Nei servizi, invece, da cui provengono i quattro quinti del valore aggiunto regionale, la crescita ha rallentato. Tra le imprese i casi di aumento del fatturato hanno sostanzialmente eguagliato quelli di diminuzione. Scatto in avanti delle presenze turistiche. Il trasporto marittimo ha mostrato andamenti positivi nella movimentazione sia di passeggeri sia di merci; il comparto genera quasi il 4% del valore aggiunto delle società di capitali. Gli investimenti hanno mostrato una lieve ripresa beneficiando anche della riduzione del costo del credito. L’incertezza derivante dal contesto internazionale condiziona le aspettative per l’anno in corso, con una netta prevalenza di aziende che prefigurano un calo dell’accumulazione di capitale.

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Nel 2025 l’occupazione in Sicilia ha continuato a crescere (0,9%), ma è in rallentamento rispetto alla forte espansione registrata nel biennio precedente e a «una più elevata stabilità delle posizioni lavorative» si accompagnano «ancora significative difficoltà di inserimento nel mercato del lavoro dei disoccupati e degli inattivi». Il dato emerge da «Rapporto sull'economia della Sicilia» presentato oggi a Palermo da Bankitalia. Il tasso di disoccupazione si è ridotto di 0,8 punti percentuali portandosi al 12,2% (6,1% nella media nazionale); quello di lunga durata, riferito a chi è alla ricerca attiva di un impiego da almeno 12 mesi, è sceso di 0,4 punti, al 7,6% (3,1% in Italia). Le «criticità» relative alla difficoltà di inserimento lavorativo di disoccupati e inattivi «si inseriscono in un contesto caratterizzato da condizioni demografiche sfavorevoli, legate al calo e all’invecchiamento della popolazione». Rispetto al 2019, sottolinea il Rapporto, la popolazione totale residente in regione si è ridotta del 2,1%; la flessione è stata più marcata per quella in età lavorativa, diminuita del 4,4%. Gli analisti di Bankitalia hanno flussi del mercato del lavoro seguendo le transizioni individuali tra occupazione, disoccupazione e inattività a distanza di dodici mesi.

«Nelle transizioni annuali osservate tra il 2021 e il 2024, il mercato del lavoro in Sicilia ha mostrato una mobilità più intensa rispetto a quella nazionale», si legge nel rapporto, che tuttavia sottolinea: «Il tasso di permanenza, ovvero la quota di individui che risultano ancora occupati dopo dodici mesi, è aumentato dal 91,1 al 94,1 per cento, convergendo verso i livelli osservati per l’Italia», ma «al tempo stesso, i tassi di permanenza nella disoccupazione e nell’inattività si mantengono elevati; tale persistenza, che per la disoccupazione risulta più elevata in Sicilia, caratterizza tuttavia anche le altre aree».

«Restano sensibilmente inferiori alla media nazionale - si legge nel rapporto - le probabilità dei non occupati3 di transitare verso l’occupazione (13,4% a fronte del 21,4%), con eterogeneità rilevanti: i tassi di ingresso sono più elevati per i disoccupati con precedenti esperienze lavorative e diminuiscono per le altre categorie considerate. Osservando le caratteristiche personali dei non occupati residenti in Sicilia, le maggiori probabilità di transitare verso l’occupazione emergono per gli uomini, i giovani tra i 15 e i 34 anni, i laureati e i cittadini stranieri. Tuttavia, per i giovani e i laureati il differenziale negativo rispetto al dato nazionale è più ampio».

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