Chi è Frank Furedi, il sociologo controcorrente tra le tracce della maturità

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Chi è Frank Furedi, il sociologo controcorrente tra le tracce della maturità

Chi è Frank Furedi, il sociologo controcorrente tra le tracce della maturità

È Frank Furedi uno degli autori scelti per la prima prova della maturità 2026: un brano del sociologo ungherese figura tra le tracce del tema di italiano affrontato oggi da oltre 527mila studenti. Professore emerito all'Università del Kent e oggi alla guida di un think tank vicino a Viktor Orbán, Furedi è considerato la sorpresa di questa tornata d'esame.

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Nato nel 1948 in Ungheria, Furedi lasciò il Paese con la famiglia dopo la rivoluzione del 1956, trasferendosi prima in Canada e poi nel Regno Unito. Professore emerito di Sociologia all'Università del Kent e autore di una trentina di libri, ha dedicato i suoi studi alla sociologia della conoscenza e dell'educazione, al ruolo della paura e dell'incertezza e alle guerre culturali nelle società occidentali. Tra i suoi titoli più celebri c'è Cultura della paura, in cui teorizza come le società occidentali moderne siano ossessionate dall'eliminazione di qualsiasi pericolo. In Italia sono usciti, tra gli altri, Il nuovo conformismo (Feltrinelli, 2005), Che fine hanno fatto gli intellettuali? I filistei del XXI secolo (Raffaello Cortina, 2007), Fatica sprecata. Perché la scuola oggi non funziona (V&P, 2012) e Contro la psicologia. Come la deriva terapeutica rende vulnerabili individui e società (Feltrinelli, 2023).

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Il brano proposto ai maturandi è tratto dal saggio I confini contano. Perché l'umanità deve riscoprire l'arte di tracciare frontiere (2021), edito in Italia da Meltemi. Un'opera controcorrente, come del resto tutta la riflessione dell'autore. Secondo Furedi, in un'epoca di globalizzazione e migrazioni di massa – mentre nel dibattito pubblico si moltiplicano gli appelli ad «abbattere le frontiere» – i confini vengono ormai ritenuti irrilevanti, discriminatori o reazionari.

A suo giudizio è il concetto stesso di confine a essere sotto attacco: nelle società occidentali anche le tradizionali linee di demarcazione – tra pubblico e privato, uomini e donne, adulti e bambini, esseri umani e animali, cittadini e non cittadini – sarebbero spesso condannate come arbitrarie, innaturali e ingiuste. E ciò mentre, sostiene il sociologo, imperversa la politica dell'identità, che paradossalmente non fa che tracciare nuovi confini simbolici. Da qui l'invito a riscoprire «l'arte di tracciare confini» per arginare una società culturalmente alla deriva.

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Negli anni Ottanta Furedi fu tra i fondatori del Revolutionary Communist Party britannico. Con il tempo si è però avvicinato a posizioni critiche verso il progressismo contemporaneo e la cancel culture. Oggi è alla guida del Mathias Corvinus Collegium, think tank conservatore vicino all'ex premier ungherese Viktor Orbán: un elemento che ha ulteriormente acceso il dibattito attorno alla sua figura.

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