«Cinque anni di processo: difendere i confini non è reato». Con queste parole, affidate a X, il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini ha commentato la sua assoluzione definitiva nel processo Open Arms, pubblicando una sua foto con la scritta “assolto”.
Una decisione che ha suscitato immediate reazioni politiche. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha definito l’assoluzione «una buona notizia», sottolineando che «un ministro che difende i confini dell’Italia non commette un reato, ma svolge il proprio dovere».
Link to Le reazioni della LegaLe reazioni della Lega
In una nota, la delegazione della Lega al Parlamento europeo ha parlato di una vicenda che avrebbe tenuto «in ostaggio una carica dello Stato e un leader di partito», accusato di aver semplicemente adempiuto al proprio ruolo istituzionale. «Ora lo dice anche la Cassazione: difendere i confini non è reato», afferma la delegazione, rilanciando l’impegno del partito nelle battaglie politiche in Italia e in Europa.
Link to Le parole degli alleati di governoLe parole degli alleati di governo
Anche il vicepremier e segretario di Forza Italia Antonio Tajani è intervenuto sui social, dichiarando di essere sempre stato certo dell’assoluzione definitiva di Salvini. «Ha agito nell’interesse dell’Italia, giustizia è fatta. Ora proseguiamo nella nostra azione di governo, uniti e compatti, fino al termine della legislatura», ha scritto.
Sulla stessa linea il presidente della Regione Calabria e vice segretario nazionale di Forza Italia, Roberto Occhiuto, che ha definito l’assoluzione «un’ottima notizia». Secondo Occhiuto, il processo «non doveva neanche celebrarsi» e si è concluso, dopo cinque anni, con il riconoscimento che l’allora ministro dell’Interno ha agito «nel rispetto della legge e del mandato popolare».
(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati