Inda, si continua con un «cuore greco». Nel nuovo cda riconfermata la calabrese Marina Valensise

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Inda, si continua con un «cuore greco». Nel nuovo cda riconfermata la calabrese Marina Valensise

Inda, si continua con un «cuore greco». Nel nuovo cda riconfermata la calabrese Marina Valensise

Rappresenta la rinascita, la continuità, e probabilmente un caso unico al mondo. Marina Valensise, giornalista, scrittrice ed ex direttrice dell'Istituto Italiano di Cultura di Parigi, di origine calabrese, è stata confermata per la terza volta nel ruolo di consigliere delegato della Fondazione Istituto nazionale del dramma antico, che con le rappresentazioni classiche al teatro greco di Siracusa è un caso unico in Italia, ma non soltanto, di ente teatrale capace di creare cultura, attirando spettatori da tutto il mondo e producendo valore economico.

Il decreto di nomina riguarda l’intero cda, che risulta composto da Monica Centanni, grecista e filologa classica, studiosa di teatro antico e docente all’università Iuav di Venezia; da Caterina Barone, critica teatrale, giornalista culturale, già docente all’università di Padova, studiosa del teatro antico greco e latino; da Francesca Bortoletti, storica del teatro, studiosa del teatro rinascimentale, che ha lavorato all’università del Minnesota e a Leeds. Il nuovo cda si insedierà a conclusione dell’ennesima stagione da record: il dato al 30 giugno è di 201mila 500 biglietti venduti con quattro produzioni realizzate: «Antigone», «Alcesti», «I Persiani» e una replica dell'«Iliade», più una coproduzione con il Parco della Neapolis tratta dal libro delle «Metamorfosi» di Ovidio. Il ricavato è di circa cinque milioni 670mila euro.
Un record battuto anno dopo anno: una crescita del 52 per cento rispetto al 2019, ultimo anno prima della pandemia. Nel 2020, l'anno del Covid, la produzione era a 2 milioni e 646 mila euro. Da allora la crescita è stata continua: 5,238 milioni nel 2021, 8,789 milioni nel 2023, 8,689 milioni nel 2024, fino al record assoluto raggiunto quest'anno. Nessun significativo aumento dei contributi pubblici, ma impennata dei ricavi da biglietteria, sponsorizzazioni.

Marina Valensise è stata riconfermata all’unanimità prima dalla commissione Cultura della Camera e poi del Senato, con un chiaro consenso bipartisan. «Mi sono insediata la prima volta il 20 febbraio del 2020, e il 28 è scoppiato il Covid e i teatri sono stati chiusi – spiega – . Noi abbiamo comunque voluto mantenere accesa la fiaccola del teatro greco organizzando uno spettacolo suddiviso in otto settimane, che si intitolava “Per voci sole”: monologhi di grandi artisti su testi contemporanei. Un grandissimo successo di pubblico: 450 spettatori sul proscenio mentre la cava illuminata era vuota. L'anno dopo abbiamo deciso di fare una coproduzione col Teatro Nazionale di Genova e poi programmiamo in largo anticipo affidandoci ad artisti come Robert Carsen e Davide Livermore».

Marina Valensise – il cui ultimo libro è «Un cuore greco. Il ritorno ai Classici nel Novecento» (Neri Pozza, 2025) –
non ha dubbi sulla maggiore difficoltà: «È cercare di condividere con tutti il senso di una visione condivisa, di una visione comune, che mira a garantire al pubblico delle produzioni di altissima qualità, con registi di fama internazionale che siano capaci di cimentarsi con la simultaneità delle arti e con il controllo di uno spazio scenico così grande, così intimidente come il teatro greco. E poi la necessità di produrre degli spettacoli che parlino al cuore dell'uomo contemporaneo senza tradire il testo classico: quindi assoluta fedeltà al testo, ma al tempo stesso espressione di uno spirito contemporaneo per attirare a Siracusa non solo gli studenti del liceo classico, ma una folla variegata di persone che possono trovare un riverbero delle loro passioni».

Un successo frutto di «grande disciplina di lavoro, molti sacrifici, non solo personali. Siamo molto grati al nostro pubblico e a tutte le persone che hanno reso possibile questa straordinaria crescita della stagione. L’Inda è tornato in questi ultimi anni all’origine: un istituto nato per volontà di un gruppo di mecenati siracusani lungimiranti che volevano parlare al mondo contemporaneo, e avevano riunito intorno a sé i grandi artisti contemporanei, musicisti eccellenti, artisti di fama internazionale».

Grande attenzione alle traduzioni: «A noi serve avere dei testi tradotti che possano essere detti, recitati, messi in scena, e non tutte le traduzioni rispondono a questi criteri. Abbiamo avuto la fortuna di arruolare grandissimi traduttori da Giorgio Ieranò a Walter Lapini, da Massimo Fusillo a Elena Fabbro e tanti altri. Mi piacerebbe portare al teatro greco Damiano Michieletto e altri registi di fama internazionale, ma anche dei registi italiani emergenti, che magari debuttano qui al teatro greco, ma hanno già dato prova di grande qualità».
Il progetto continua. Con un cuore greco.

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