Le regole sulle sanzioni per IMU e TARI subiranno modifiche. Dal 1° gennaio 2027 verranno applicate nuove percentuali per chi non presenta la dichiarazione o fornisce dati errati o incompleti, risultando in un tributo inferiore al dovuto.
Questa modifica è introdotta dal decreto legislativo 7 agosto 2026, n. 147, che è entrato in vigore il 12 agosto, e riguarda la disciplina dei tributi locali e regionali e il sistema sanzionatorio correlato.
Il cambiamento principale consiste nell'eliminazione delle attuali fasce percentuali, sostituite da sanzioni con importi precisi.
Link to IMU: 100% per dichiarazioni mancanti, 40% per quelle errateIMU: 100% per dichiarazioni mancanti, 40% per quelle errate
Per comprendere la portata della riforma, è necessario distinguere tra le violazioni commesse fino alla fine del 2026 e quelle successive.
Fino al 31 dicembre 2026, per una dichiarazione IMU non presentata, la sanzione varia dal 100% al 200% del tributo non versato, con un minimo di 50 euro.
Se la dichiarazione è presentata ma contiene errori o omissioni che portano a un pagamento inferiore, la sanzione per dichiarazione errata è tra il 50% e il 100%, sempre con un minimo di 50 euro.
Dal 1° gennaio 2027, il quadro cambia. Per le nuove violazioni, non ci sarà più un intervallo per stabilire la penalità: la percentuale sarà fissata dalla legge.
In particolare, la mancata dichiarazione comporterà una sanzione del 100% del tributo non versato, mentre per la dichiarazione errata la sanzione sarà del 40%. In entrambi i casi, il minimo di 50 euro rimarrà invariato.
Non si tratta di una multa fissa: l'importo dipenderà dall'ammontare dell'imposta non versata a causa della violazione.
Link to Le nuove percentuali si applicano anche alla TARILe nuove percentuali si applicano anche alla TARI
Lo stesso meccanismo si applicherà alla TARI, la tassa sui rifiuti.
Per le violazioni fino alla fine del 2026, continueranno a valere le regole precedenti: dal 100% al 200% del tributo non versato per dichiarazioni mancanti e dal 50% al 100% per quelle errate, con un minimo di 50 euro.
Dal 2027, anche per la TARI, le percentuali saranno fissate rispettivamente al 100% e al 40%.
La riforma riguarda anche altre entrate locali regolate dal decreto, come l'imposta di soggiorno e il contributo di soggiorno.
Link to Un esempio: cosa accade con 1.000 euro non versatiUn esempio: cosa accade con 1.000 euro non versati
Il nuovo sistema può essere meglio compreso con un esempio concreto.
Se la violazione comporta un tributo non versato di 1.000 euro, per una violazione commessa dal 2027, la sanzione base sarà di 1.000 euro in caso di dichiarazione mancante.
Se invece la dichiarazione è stata presentata ma risulta errata, portando allo stesso mancato versamento di 1.000 euro, la sanzione sarà di 400 euro.
A queste somme si aggiungeranno il tributo originario dovuto e gli interessi.
Link to Il ravvedimento operoso rimane un'opzioneIl ravvedimento operoso rimane un'opzione
Le nuove percentuali non eliminano la possibilità per il contribuente di correggere spontaneamente la propria posizione tramite il ravvedimento operoso, quando le condizioni lo permettono.
Il ravvedimento consente di ottenere una riduzione della sanzione, la cui entità varia a seconda del momento in cui avviene la regolarizzazione.
Dal 2027, per le nuove violazioni, il punto di partenza per il calcolo della riduzione sarà la sanzione prevista dal nuovo sistema. Per quelle commesse entro il 31 dicembre 2026, continueranno a valere le disposizioni precedenti.
Link to Importante la data della violazioneImportante la data della violazione
Un aspetto cruciale riguarda le date. Sebbene il decreto legislativo n. 147/2026 sia già in vigore, le nuove percentuali per le violazioni dichiarative si applicheranno solo alle violazioni commesse dal 1° gennaio 2027.
Pertanto, non basta considerare la data in cui il Comune effettua l'accertamento o contesta l'irregolarità.
È necessario stabilire quando è stata commessa la violazione. Se risale al 2026 o anni precedenti, si applicano le disposizioni di quel periodo; se commessa dal 1° gennaio 2027, si applicano le nuove percentuali.
Questa distinzione può diventare rilevante negli accertamenti futuri, quando il contribuente dovrà verificare non solo l'importo richiesto dall'ente locale, ma anche quale regime sanzionatorio si applica alla violazione contestata.
La riforma introduce quindi un sistema più definito: 100% del tributo non versato per la dichiarazione mancante e 40% per quella errata, con il minimo di 50 euro. Una novità che dal prossimo anno riguarderà direttamente proprietari, occupanti e contribuenti chiamati agli adempimenti relativi a IMU e TARI.
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