Il Senato dà il via libera alla riforma elettorale. Ora tocca alla Camera

113 voti a favore, 71 contrari. L'opposizione protesta in Aula

Il Senato dà il via libera alla riforma elettorale. Ora tocca alla Camera

Il Senato ha dato l'ok alla riforma della legge elettorale, che ora dovrà essere esaminata nuovamente dalla Camera. Poco prima dell'approvazione, i senatori dell'opposizione hanno manifestato il loro dissenso esibendo cartelli con la scritta: "No alla legge inganno". 

Dopo il voto favorevole del Senato, la ministra delle Riforme, Elisabetta Casellati, ha dichiarato ai giornalisti: "Non vedo ostacoli, sono fiduciosa che passerà anche alla Camera, non credo ci siano rischi di cambiamenti improvvisi". Alla domanda sulla possibilità di porre la fiducia alla Camera, la ministra ha risposto: "Non lo so, procediamo un passo alla volta". 

Tutte le opposizioni si sono schierate contro la riforma, a partire dal Pd. Il capogruppo del Pd, Francesco Boccia, ha criticato: "Avete previsto che il 42% dei voti possa portare a un premio di 70 deputati e 35 senatori, ma che concezione di democrazia è questa? Volete prendere tutto e sperate di eleggere da soli il presidente della Repubblica. Che idea di democrazia avete?".

Luca Pirondini, capogruppo del M5s, ha definito la riforma una "legge inganno", mostrando una scheda elettorale con la scritta 'Fratelli di casta'.

Anche Azione di Calenda ha votato contro, con il leader che ha spiegato: "Le ragioni di fondo non riguardano la soglia del premio, che credo si ritorcerà contro di voi, né l'indicazione del presidente del consiglio, ma una questione più profonda: questa legge perpetua uno scontro continuo che dura da 30 anni e che sarebbe ora di superare, abbandonando questo bipolarismo".

Italia Viva si è opposta, con il senatore Matteo Renzi che ha criticato: "Non cambiate la legge per la stabilità, ma perché temete di perdere alle prossime elezioni. L'ultima volta non avete vinto grazie al Rosatellum, ma perché la sinistra non era unita". 

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