Il docufilm su Igor Protti da domenica su Dazn: in modalità gratuita anche per chi non è abbonato

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Il docufilm su Igor Protti da domenica su Dazn: in modalità gratuita anche per chi non è abbonato

Il docufilm su Igor Protti da domenica su Dazn: in modalità gratuita anche per chi non è abbonato

«Igor. L’eroe romantico del calcio», docufilm che ripercorre i sogni e la carriera di uno degli attaccanti più amati di sempre, Igor Protti, scomparso lo scorso 19 giugno, da domenica 28 giugno potrà essere visto in esclusiva su Dazn, in modalità gratuita per chi non è abbonato alla piattaforma.
Riminese e bomber di provincia, Igor ne emerge come il campione di dedizione e professionalità che è stato. Leale e attaccato al proprio pubblico, è l’unico giocatore riuscito a vincere quattro volte la classifica capo-cannonieri in tre categorie differenti (in A nel 1995-96, in B nel 2002-2003 e in C nel 2000-2001 e nel 2001-2002).
Con una carriera vissuta nel pieno degli anni Novanta e conclusasi a metà degli anni duemila, Igor Protti ha lasciato ricordi indelebili ovunque è andato, da Bari a Roma, dove ha giocato con la Lazio, da Messina a Napoli, fino a Livorno con cui concluderà una carriera sorprendente.

Diretto da Luca Dal Canto, autore della sceneggiatura insieme ad Alberto Battocchi e Anita Galvano, «Igor. L’eroe romantico del calcio», realizzato nella primavera del 2025, dà voce a un ex campione, nostalgico ma ancora pieno di energie, che si confida tra bagni di folla nei mercati delle città che lo hanno accolto e amato. Mentre sullo schermo scorrono le immagini di gol, esultanze e abbracci con compagni e allenatori, le voci di sportivi ed ex sportivi, sociologi, fan e ultras raccontano cosa è stato Protti per il calcio italiano e cosa è stato vederlo giocare. Ad arricchire il racconto personaggi come Walter Mazzarri, Giorgio Chiellini ("Igor Protti è come un fratello maggiore"), Fabio Galante ("mi ha fatto capire cosa significasse scendere in campo a Livorno, all’Ardenza, e combattere").
Un lascito che non si è concluso con il suo addio al calcio quando, dopo aver conquistato la salvezza, in un Livorno-Juve finito 2-2, a 38 anni abbandona il campo e il calcio giocato consegnando la fascia di capitano a Cristiano Lucarelli, lo stesso che nel docufilm racconta le difficoltà e la paura di dover andare avanti senza di lui nonostante l’immensa eredità ricevuta.

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