Il "campo largo" si mette in... foto (ma senza Renzi). Conte, Schlein e rossoverdi: "La maggioranza implode, ora tocca a noi"

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Il "campo largo" si mette in... foto (ma senza Renzi). Conte, Schlein e rossoverdi: "La maggioranza implode, ora tocca a noi"

Il "campo largo" si mette in... foto (ma senza Renzi). Conte, Schlein e rossoverdi: "La maggioranza implode, ora tocca a noi"

Alla fine hanno deciso di metterci la faccia. Anzi, lo scatto. Rigorosamente a quattro, perimetrato al millimetro per evitare infiltrazioni centriste dell’ultima ora. Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli si immortalano insieme e lanciano il guanto di sfida al governo Meloni direttamente dalle loro pagine social: «Al lavoro. Per cambiare l’Italia. Segnatevi queste date: 8 e 15 luglio. Ci vediamo presto!».

Un annuncio in pompa magna che sancisce la fine della diplomazia sotterranea e l'inizio della fase pubblica del sedicente "campo progressista". L'obiettivo dichiarato sono due grandi iniziative con i cittadini per mettere a punto le priorità programmatiche. Ma il vero messaggio politico, neanche troppo subliminale, è rivolto a Palazzo Chigi.

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A spiegare la strategia ci pensa il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, intercettato dai cronisti a Palazzo Montecitorio. Nessuna improvvisazione, assicura l'ex premier, ma la naturale prosecuzione di un tavolo che va avanti da tempo, seppur lontano dai riflettori: «Questo è un modo per ribadire che stiamo lavorando, a dire la verità non era il primo incontro. Anche se questa volta l'abbiamo reso noto». I due appuntamenti di luglio saranno geograficamente e politicamente mirati: «Un evento al Nord e un evento al Sud per illustrare che non partiamo da zero». Sul tavolo c'è il bilancio del lavoro parlamentare svolto finora in questa legislatura, con l'intenzione di «riassumere e valorizzare il percorso fatto» e aggiungere «qualcosa di nuovo», mentre i singoli partiti portano avanti i rispettivi congressi o percorsi interni. Ma perché accelerare proprio ora? Per Conte, il timing è dettato dallo stato di salute – pessimo – del centrodestra: «Dopo il referendum e anche con il caso Vannacci, la maggioranza sta implodendo. Nel momento in cui si definiscono delle date dobbiamo essere pronti per presentare al Paese un progetto politico alternativo. Ci stiamo strutturando per questo, non per un’accelerazione artificiale. Semplicemente, adesso tocca a noi».

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Come da copione, la foto dell'idillio progressista ha immediatamente provocato travasi di bile nell'area centrista, rimasta fuori dall'inquadratura. A twittare per primo, tra il serio e il faceto, è il leader di Azione Carlo Calenda. L'ex ministro ha ripubblicato lo scatto dei quattro leader commentando al vetriolo su X: «Ma Renzi era sotto il tavolo?». Una battuta che fotografa perfettamente il nervosismo di chi assiste da spettatore al tentativo di asse tra Pd, Cinque Stelle e Alleanza Verdi-Sinistra. Resta da capire se il programma comune reggerà alla prova delle piazze l'8 e il 15 luglio. Per ora, c'è una foto.

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«No». Così il presidente del M5S Giuseppe Conte, intervistato sul canale YouTube da Andrea Scanzi, risponde a chi chiede se dia per scontato l’ingresso di Matteo Renzi nel campo progressista. «L'obiettivo primo -aggiunge - è cambiare l’Italia. Sicuramente c'è un problema di affidabilità dei compagni di viaggio. Non dobbiamo creare un’accozzaglia, un caravanserraglio, perché altrimenti si vincono le elezioni e poi ci si scioglie come neve al sole». "Bisogna costruire un progetto - prosegue - e vedere poi se allargare a chi e come, ma con garanzie e paletti se si dovesse arrivare ad allargare. La foto di oggi ci dice che in questo momento il progetto è in mano a forze che si sono predisposte a lavorare insieme. Tutto quello che verrà non lo do per scontato, sarò il primo a pormi il problema della durata e della stabilità del governo».

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