I rifiuti siciliani spediti in Bulgaria. Trasferte da cento milioni l’anno

I rifiuti siciliani spediti in Bulgaria. Trasferte da cento milioni l’anno

L’ultimo decreto, firmato venerdì scorso, consente di spedire in Bulgaria 25mila tonnellate di immondizia che in Sicilia non si riuscirebbe a smaltire e apre fino al prossimo 30 aprile un’altra rotta per i rifiuti prodotti nell’Isola, dopo quelle già tracciate che portano in Finlandia, Norvegia e Turchia.
E così, secondo le stime di Palazzo d’Orleans, il costo di invio dell’indifferenziata in altri Paesi dovrebbe perfino superare gli attuali 100 milioni di euro all’anno.
È una partita che si sta giocando su due binari, quella dello smaltimento dei rifiuti indifferenziati. Perché mentre l’assessorato guidato da Francesco Colianni autorizzava un altro maxi-invio all’estero, la Commissione tecnico-scientifica e l’assessorato all’Ambiente sono arrivati all’atto finale del percorso che porta a emettere l’autorizzazione per realizzare i due termovalorizzatori a Palermo (in località Bellolampo) e Catania.
La Cts ha esaminato giovedì scorso gli ultimi aggiornamenti dei due progetti fatti dalla Regione proprio per rispondere ad alcuni rilievi della Commissione e si appresta a emettere entro qualche giorno il parere finale. Contemporaneamente l’assessorato all’Ambiente, guidato da Giusi Savarino, e quello all’Energia hanno riunito nelle conferenze di servizi tutti gli organismi chiamati a dare il via libera ambientale (tecnicamente si chiama Paur), che dovrebbe arrivare fra la fine di questa e l’inizio della prossima settimana.
Ottenuti il parere della Cts e l’autorizzazione ambientale, Renato Schifani potrà bandire la gara d’appalto per individuare le imprese che realizzeranno i due impianti.
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