Il conto alla rovescia è ufficialmente iniziato. Gli Stati Uniti e l'Iran hanno 60 giorni di tempo per trovare un punto d'incontro e definire i dettagli dell'accordo bilaterale. Ad annunciarlo, nel corso di una conferenza stampa fiume alla Casa Bianca, è stato il vicepresidente americano JD Vance, che ha confermato come la finestra negoziale si sia aperta formalmente nella giornata di oggi, 18 giugno 2026. Un passaggio delicatissimo per gli equilibri geopolitici del Medio Oriente, che arriva dopo mesi di tensioni sotterranee e canali diplomatici rimasti faticosamente aperti grazie alla mediazione internazionale.
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Per dimostrare la tenuta dei primi impegni presi e un parziale allentamento delle restrizioni, il braccio destro di Donald Trump ha snocciolato i primi dati relativi alla sicurezza marittima nell'area del Golfo Persico, uno dei punti più caldi del dossier. Secondo quanto dichiarato da Vance, Washington ha mantenuto fede ai patti di non belligeranza commerciale siglati nell'intesa preliminare: «Gli Stati Uniti hanno autorizzato il transito di 12 navi iraniane dalla firma dell’accordo con Teheran», ha spiegato il vicepresidente alla stampa, assicurando che le rotte commerciali strategiche non sono a rischio e che, allo stato attuale, lo Stretto di Hormuz «è aperto» e pienamente navigabile.
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Archiviata la fase dei primi adempimenti, la palla passa adesso alla diplomazia sul campo. I negoziati ufficiali per blindare l'accordo definitivo si sposteranno in territorio neutro, con ogni probabilità a Ginevra. I tempi sono stretti e la macchina organizzativa americana è già pronta a muoversi, anche se l'agenda resta legata a variabili logistiche e politiche della controparte. «Non sono sicuro di quando andrò in Svizzera, credo questo weekend ma non so ancora di preciso», ha ammesso Vance rispondendo ai giornalisti. «Dipende in gran parte da quando anche i delegati iraniani avranno il via libera per raggiungerci». I prossimi due mesi saranno decisivi per capire se l'amministrazione statunitense riuscirà a strappare una storica distensione con la Repubblica Islamica o se il dialogo è destinato a naufragare.
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