Il feeling e il rapporto, umano e professionale, che c’era tra Gino Paoli e Ornella Vanoni non si è esaurito con la loro scomparsa (avvenuta a pochi mesi di distanza, lei il 21 novembre dello scorso anno, lui il 24 marzo). Erano nati con un giorno di differenza, Ornella il 22 settembre, Gino il 23. Per riannodare quel filo spezzato, nella notte del 23 settembre Sugar ha annunciato l’uscita di «Quando ti rivedrò», l’ultimo brano inedito di Paoli. Un brano che nelle intenzioni i due artisti avrebbero dovuto cantare insieme. Un’ultima canzone dedicata del maestro alla cantante, con cui tanto aveva diviso nella vita e sul palcoscenico.
L’inedito è contenuto nella nuova edizione di «Appunti di un lungo viaggio», la raccolta di Gino Paoli e parte del catalogo Sugar, nei negozi dal 25 settembre.
Dopo la sua scomparsa, era chiaro che la voce indimenticabile di Ornella non avrebbe potuto essere sostituita da nessun’altra, motivo per cui Paoli ha scelto di colmare la sua assenza includendo nel brano il suono dei fiati del suo amico Paolo Fresu, che restituisce l’emozione del pezzo. «Come nasce una canzone? Credo che la domanda che mi è stata rivolta più spesso in quasi 70 anni di carriera sia questa. Così come credo di non aver dato mai la stessa risposta, perché la verità è che una regola non esiste. Almeno per me. Però di una cosa ero certo sin dal principio: volevo che a cantarla con me fosse Ornella. Invece lei ha avuto la pessima idea di andarsene appena prima di registrarla: l’aspettavo a casa mia, a Nervi, di lunedì e invece... Tipico suo, in fondo – sono le parole scritte da Gino Paoli dedicate al brano, contenuto nella nuova edizione di «Appunti di un lungo viaggio» – . Nessuno poteva prendere il suo posto. Però riempire quel vuoto con la tromba di Paolo Fresu, che oltre a essere uno straordinario musicista era un grande amico di Ornella, mi è sembrata la soluzione migliore. Secondo me, per una volta, non avrebbe brontolato nemmeno lei».
L’artwork del brano è il ritaglio rimaneggiato di un’opera di Gino Paoli, artista visivo prima ancora che musicista. All’interno è inserita una stampa dell’opera integrale, con il testo della dedica di Paoli stampato sul retro.
Alla domanda su come nasce una canzone ha risposto anche Fresu: «Nasce dalla vita che questa racconta. Dagli incontri e dalle passioni. Dalla ilarità, dalla tristezza e dai vuoti che riempiono le vite. Così è stato con Ornella che ha fatto suo tutto questo con lucidità e visione. Dovevo necessariamente suonare “L’Appuntamento” al suo funerale. Me lo aveva chiesto e glielo avevo promesso. Avevo paura di non poterci essere ma, anche in quello, Ornella si è rivelata una regista perfetta. Gino la attende per registrare la sua voce su “Quando ti rivedrò”, ma lei decide di andarsene tre giorni prima. Caterina Caselli mi chiama una settimana dopo e mi chiede di andare in studio per mettere la mia tromba sul brano. La voce di Gino è profonda ed emozionata. Il testo è magnifico e il brano scritto da Adriano Pennino è la quintessenza di ciò che Ornella è stata e di ciò che Gino vorrà essere. Il 10 dicembre in Fonoprint a Bologna la mia tromba diviene la voce di Ornella e tutto si ricompone. Anche Gino decide di andarsene senza avvisare nessuno. Tipico loro, in fondo. Del resto lo ha scritto lui su Ornella. Come dargli torto...».
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