Emergenza caldo, muoiono due anziani a Genova: 25 le città con il bollino rosso

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Emergenza caldo, muoiono due anziani a Genova: 25 le città con il bollino rosso

Emergenza caldo, muoiono due anziani a Genova: 25 le città con il bollino rosso

Ancora città roventi ed emergenza caldo in tutta Italia, con i bollini rossi di allerta del ministero della Salute che continuano ad aumentare: domani e mercoledì 1 luglio le città 'in rossò saranno infatti 25 dalle 18 del week end. E si registrano le prime vittime: due anziani sono morti a Genova proprio per gli effetti delle eccezionali ondate di calore di questi giorni. L’afa ha però i giorni contati: mercoledì arriverà infatti una perturbazione dal Nord Europa che porterà forti temporali e grandine, e le temperature torneranno a valori più in linea con il periodo. Intanto, però, oggi almeno 130 milioni di persone in Europa hanno sperimentato, secondo i calcoli dell’Afp, temperature superiori ai 35 gradi nel corso della giornata. Il ministero della Salute fa comunque sapere che ad oggi in Italia non si registra un picco o un aumento di mortalità per il caldo oltre i 65 anni, ed il capo del dipartimento Prevenzione Maria Rosaria Campitiello annuncia che si sta valutando con il ministero dell’Istruzione l’emanazione di una circolare più specifica che richiami l’attenzione sui bambini nei campi estivi, soprattutto quelli in ambienti senza aria condizionata. E se Parigi si è svegliata con la colonnina di mercurio a 14 gradi ma in attesa di una nuova ondata bollente dal 6 luglio, in Germania nel week end 26 persone sono morte mentre facevano il bagno per rinfrescarsi al mare o nei laghi. Un’ondata di caldo eccezionale è prevista fino al 4 luglio anche lungo la costa orientale e il Midwest degli Stati Uniti. Nel nostro Paese, solo due città erano oggi contrassegnate dal bollino giallo di pre-allerta, Messina e Reggio Calabria, e Firenze si avvicina ai dodici giorni consecutivi di codice rosso. Il sistema dei Pronto soccorso sta reggendo, fa sapere la Società italiana di medicina di emergenza-urgenza (Simeu) - con un maggior accesso che si mantiene stabile intorno al +15% - ma situazioni di disagio si registrano comunque in varie strutture: pazienti sotto lenzuola bagnate al Pronto soccorso dell’Ospedale Maria Vittoria di Torino, mentre a Napoli sono tanti gli anziani soli che in queste ore si stanno rivolgendo agli ospedali. Nel weekend, solo in Lombardia sono 9mila le chiamate arrivate alla guardia medica e nella giornata di ieri si sono registrati oltre 11.000 accessi ai Pronto soccorso.

Oltre una trentina gli accessi ai Pronto soccorso padovani per colpi di calore. A livello nazionale, si registra un incremento del 12 - 15% di chiamate al 118 ed i codici rossi sono in aumento del 10%, in particolare quelli per eventi cardiocircolatori. Bollenti anche i centralini del numero verde 1500 attivato dal 22 giugno dal ministero della Salute per avere informazioni e consigli in merito alle ondate di calore: sono state oltre 400, nella scorsa settimana, le chiamate giunte. Problemi riguardano pure le forniture elettriche. Notte di blackout a Rapallo (Genova) e in altri comuni del Levante ligure a causa del sovraccarico di energia per l’uso dei condizionatori, e la sindaca consiglia di non utilizzare gli ascensori. Un blackout elettrico causato dal caldo si è verificato nella serata di ieri pure nel quartiere della Guizza a Padova. Ripercussioni anche sul fronte lavorativo. In Emilia Romagna va in scena lo 'sciopero climaticò in azienda proprio per il gran caldo: oggi indetta una mobilitazione di 8 ore alla Vsg di Ostellato nel ferrarese e domani alla Marcegaglia a Ravenna. Si sono fermati oggi anche i lavoratori Electrolux a Susegana (Treviso), mentre in Puglia si lavora nei campi di notte e all’alba. Prende posizione il sindacato di polizia penitenziaria Sappe, sottolineando che l’emergenza caldo nelle carceri sovraffollate è «una tortura per agenti e detenuti», chiedendo un intervento del Governo. Dal sindaco di Crotone arriva poi una richiesta alla premier: prorogare le scadenze del Pnrr, fissate per il 30 giugno e il 31 agosto 2026, per l’emergenza caldo e al fine di tutelare la salute dei lavoratori nei cantieri.

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