Una nuova opera di Vesod e il recupero dei murales storici del 1981: a Diamante la seconda edizione del FAC – Festival delle Arti e delle Culture, in programma dal 15 al 20 settembre, ha unito arte urbana, valorizzazione del patrimonio e coinvolgimento della comunità. Il lavoro di restauro prosegue anche in questi giorni.
Tra gli interventi principali, la realizzazione di “Luna Madre” dell’artista torinese Vesod, curata da Gulìa Urbana, e il restauro di diversi murales risalenti al 1981. Gli interventi, con il contributo degli artisti Angelo Aligia, Francesco Minuti e Francesco Cirillo, stanno restituendo leggibilità e nuova vita a opere che rappresentano una parte fondamentale dell’identità culturale di Diamante.
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Particolare attenzione è stata dedicata alle nuove generazioni. Le studentesse e gli studenti dell’IIS Diamante-Praia hanno partecipato a una visita guidata nel centro storico con l’artista e consigliere comunale con delega all’Arte e ai Murales Antonino Perrotta. Durante il percorso hanno incontrato gli artisti impegnati nei restauri e conosciuto da vicino Vesod, intento a realizzare la sua opera. A Largo Savonarola, invece, il FAC LAB ha avvicinato i bambini al mondo dell’arte.
Uno dei momenti centrali è stato il FAC Talk “Nel tempo e nello spazio”, curato da Luca Borriello, responsabile di INWARD – Osservatorio Nazionale sulla Creatività Urbana. L’incontro ha riunito le esperienze di OSA Festival, Appartengo e Gulìa Urbana, proponendo un confronto sul rapporto tra festival, arte pubblica e territori e sull’importanza di costruire reti per la crescita dei progetti culturali del Sud Italia.
Arte e musica si sono incontrate anche attraverso “Women, Jazz & Wine”, evento curato dall’Associazione Culturale Gaia e diretto da Sergio Gimigliano, che ha arricchito il programma con quattro spettacoli itineranti dedicati al jazz, alla convivialità e alla partecipazione.
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«Il nostro impegno è trasformare queste iniziative in una programmazione stabile, sostenuta da risorse, interventi di manutenzione e strumenti di tutela. Vogliamo che l’arte pubblica continui a essere un motore di crescita culturale, sociale e turistica, coinvolgendo artisti, associazioni, scuole e cittadini», dichiara il sindaco Achille Ordine. «FAC ha confermato una visione precisa: non soltanto produrre nuove opere, ma prendersi cura del patrimonio artistico ereditato, valorizzarne la memoria e trasmetterlo alle nuove generazioni».
Per il consigliere comunale Antonino Perrotta, il festival «rafforza il ruolo di Diamante come città dei Murales e luogo aperto alla sperimentazione culturale contemporanea. Questa edizione rappresenta un esempio su come pensiamo di operare per il futuro. Vogliamo, infatti, costruire un progetto continuativo che sappia custodire gli storici Murales, accogliere nuovi linguaggi artistici con nuove opere consolidando il ruolo di Diamante come città dell’arte pubblica».
L’edizione 2026 è stata resa possibile dalla collaborazione tra istituzioni, associazioni, artisti, scuole e realtà del territorio.
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