«La proroga dello stato d’emergenza non fu una misura liberticida» o «da dittatura»: «era necessaria». Lo ha detto il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, nel corso della sua audizione in commissione Covid. Dichiarare lo stato di emergenza fu «necessario» per «attivare le facoltà in capo alla Protezione civile e continuare la rete di protezione dell’emergenza», ha evidenziato Conte, osservando che senza quel passaggio «sarebbe crollato tutto». «Quando è arrivato Draghi è stata prorogata più volte, ma non vi ho sentito fare polemiche, silenzio totale, afasia», ha aggiunto.
Link to "Noi per la libertà vaccinale, obbligo imposto da Draghi""Noi per la libertà vaccinale, obbligo imposto da Draghi"
«Io sono andato via dal governo a febbraio 2021. Dopo - ha aggiunto l'ex presidente del Consiglio - c'è stato un altro Governo che ha governato per oltre un anno la pandemia. Ci si dimentica che noi abbiamo avviato il piano vaccinale nel segno della libertà di scelta. In quel momento il dibattito era che i vaccini dovevano essere imposti, ma noi abbiamo scelto di offrirli in virtù della libera scelta dei cittadini. Con Draghi sono venuti i Green pass e gli obblighi per gli over 50. La scelta della libertà è stata fondamentale nel piano vaccinale. Quando siamo andati via eravamo i primi in Europa, insieme alla Germania: non è vero che quando siamo andati via la campagna vaccinale si era avviata con risultati modesti».
Link to "L'Italia prima al mondo con gli Usa a dichiarare l'emergenza sul Covid""L'Italia prima al mondo con gli Usa a dichiarare l'emergenza sul Covid"
«L'Italia è stata il primo Paese al mondo, insieme a noi solo gli Usa, a dichiarare lo stato d’emergenza nazionale. Contestare un ritardo è privo di qualsiasi fondamento giuridico, logico. Ma anche inconsistente. Francia, Germania, Gran Bretagna, Spagna hanno proclamato lo stato d’emergenza molto dopo, rispettivamente: 23 marzo, 16 marzo, 24 marzo e 15 marzo. Nel migliore dei casi, 45 giorni dopo il governo italiano». L'ex premier ha ricordato che «fino al momento in cui il direttore generale dell’Oms ha dichiarato l’emergenza sanitaria, il 30 gennaio 2020, l’Italia è rimasta correttamente nel periodo interpandemico» e «solo la dichiarazione del direttore generale dell’Oms poteva qualificare la fase in corso come allerta pandemica sulla base della situazione esistente». Questo, ha detto ancora, «non è avvenuto fino al 30 gennaio 2020, lo stesso giorno in cui l’Iss confermava i primi due casi di infezione Covid in Italia. Il ministro Speranza lo stesso giorno propone la dichiarazione dello stato d’emergenza nazionale, che viene deliberata il giorno dopo».
(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati