ChatGPT è in down in tutto il mondo, Italia compresa. Dalla tarda mattinata di oggi, sabato 25 luglio, gli utenti non riescono a caricare le conversazioni, restano bloccati sulle schermate di attesa o vengono espulsi dalla sessione. OpenAI ha riconosciuto il disservizio sulla propria pagina di stato con un incidente classificato come Elevated error rates, che coinvolge insieme ChatGPT, le API per gli sviluppatori e Codex, la piattaforma di programmazione. Alle 12:02 italiane l'azienda ha comunicato di aver applicato una mitigazione e di stare monitorando il recupero: al momento in cui scriviamo l'incidente resta aperto e le prestazioni sono indicate come degradate.
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I sintomi segnalati sono omogenei in tutto il mondo. La barra laterale con lo storico delle chat resta bloccata sull'animazione di caricamento, le vecchie conversazioni non si aprono, l'invio di un messaggio restituisce errori legati al numero eccessivo di richieste contemporanee. Diversi utenti riferiscono anche di essere stati disconnessi nel mezzo di una conversazione e di non riuscire a rientrare nel proprio account: una parte consistente delle segnalazioni punta al livello di autenticazione e di login più che al modello vero e proprio.
Il problema non riguarda soltanto il sito. Anche le app per Android e iOS registrano gli stessi blocchi, e sono coinvolti sia gli account gratuiti sia quelli a pagamento, inclusi i piani business e gli sviluppatori che lavorano tramite API. Sulla pagina di stato risultano interessati 15 componenti di ChatGPT, 12 delle API e 4 di Codex.
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Le prime segnalazioni su Downdetector si sono impennate poco prima delle 11 italiane. Il portale ha registrato una crescita rapida dei report, passati da circa duemila a tremila nell'arco di pochi minuti a livello globale: circa l'80 per cento riguarda il funzionamento generale dell'applicazione, il 9 per cento le app mobili e il 7 per cento Codex.
Alle 11:17 italiane OpenAI ha aperto l'incidente sulla pagina di stato ufficiale con la formula «We are investigating the issue for the listed services». Poco meno di un'ora dopo, alle 12:02, il secondo aggiornamento: «We have applied the mitigation and are monitoring the recovery». L'azienda non ha diffuso una causa tecnica né una stima sui tempi di ripristino completo.
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Non è un episodio isolato. Giovedì 23 luglio ChatGPT, Codex e le API erano già finiti in un disservizio prolungato, con una serie di incidenti aperti nel pomeriggio e in serata e una risoluzione arrivata soltanto il giorno successivo, dopo quasi ventiquattro ore complessive. La ravvicinatura dei due episodi ha alimentato sui social le domande degli utenti sulla continuità del servizio, in un anno in cui le interruzioni delle piattaforme di intelligenza artificiale generativa si sono ripetute con una certa frequenza.
Le segnalazioni odierne arrivano da Stati Uniti, Europa, India, Giappone e Australia. In Italia il disagio è concreto per chi utilizza il chatbot come strumento di lavoro o di studio: riassunti, traduzioni, revisione di testi e automazioni collegate alle API si sono fermati insieme.
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Non ci sono soluzioni lato utente: quando l'errore è sui server di OpenAI, nessuna operazione sul proprio dispositivo può risolverlo. Prima di dare per scontato il down conviene comunque aggiornare la pagina, chiudere e riaprire completamente l'app ed effettuare un nuovo accesso invece di limitarsi al refresh, perché nelle fasi di recupero parziale il servizio tende a tornare disponibile a intermittenza. Per il resto l'unico riferimento attendibile è la pagina di stato ufficiale, che viene aggiornata a ogni passaggio dell'incidente.
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