Bonus stabilizzazione giovani, a chi spetta l'incentivo fino a 500 euro al mese? Regole e date INPS

Bonus stabilizzazione giovani, a chi spetta l'incentivo fino a 500 euro al mese? Regole e date INPS

Contributi azzerati per due anni, fino a 500 euro al mese, ai datori di lavoro privati che tra sabato 1° agosto e giovedì 31 dicembre 2026 trasformano a tempo indeterminato il contratto a termine di un giovane under 35: con la circolare n. 72 del 3 luglio l'INPS ha fornito le prime istruzioni sull'incentivo alla stabilizzazione previsto dal decreto Lavoro 2026. Non è un bonus in busta paga, ma per chi lavora con un contratto a termine può fare la differenza tra un rinnovo e un posto stabile.

Ecco come funziona, chi riguarda e quando si potrà fare domanda.


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L'agevolazione, prevista dall'articolo 4 del decreto-legge n. 62/2026 (convertito con modificazioni dalla legge n. 112/2026), consiste nell'esonero del 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro – esclusi i premi e contributi INAIL e il contributo al Fondo per l'erogazione del Tfr – per un massimo di 24 mesi e nel limite di 500 euro al mese per ciascun lavoratore stabilizzato: a regime pieno, uno sgravio che può arrivare a 12.000 euro complessivi. Per i mesi non interi la soglia scende a 16,12 euro al giorno, mentre in caso di part-time il massimale è riproporzionato all'orario. La misura raccoglie il testimone del bonus giovani del decreto Coesione, la cui finestra si è chiusa a fine 2025.


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L'incentivo non vale per le nuove assunzioni, ma solo per la stabilizzazione di rapporti già in corso. In particolare:

  • il lavoratore, alla data della trasformazione, non deve avere compiuto 35 anni (quindi fino a 34 anni e 364 giorni) e non deve essere mai stato occupato a tempo indeterminato nella sua vita lavorativa; eventuali periodi di apprendistato precedenti non sono di ostacolo. Sono compresi operai, impiegati e quadri, esclusi i dirigenti;
  • il contratto a termine deve essere stato avviato entro il 30 aprile 2026, avere una durata complessiva non superiore a 12 mesi ed essere trasformato senza soluzione di continuità;
  • la trasformazione a tempo indeterminato deve avvenire tra il 1° agosto e il 31 dicembre 2026.

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Possono accedere tutti i datori di lavoro privati, compresi quelli agricoli e chi non riveste la qualifica di imprenditore; resta fuori l'intera Pubblica amministrazione. Sono esclusi i rapporti di lavoro domestico, l'apprendistato e il lavoro intermittente o a chiamata, che l'INPS considera incompatibile con la finalità di occupazione stabile. L'esonero è invece riconosciuto per i rapporti a tempo parziale, con importo riproporzionato, e per le trasformazioni a tempo indeterminato a scopo di somministrazione.


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Come per gli altri incentivi, servono la regolarità contributiva attestata dal Durc, l'assenza di violazioni delle norme su lavoro e sicurezza e il rispetto dei contratti collettivi. La condizione più stringente è l'incremento occupazionale netto: la media dei dipendenti, calcolata in unità di lavoro annuo, deve crescere rispetto ai 12 mesi precedenti; se in un mese il requisito viene meno, per quella mensilità l'esonero si perde, salvo riprenderlo quando l'organico risale. Attenzione anche ai licenziamenti: l'incentivo non spetta se nei sei mesi precedenti ci sono stati licenziamenti per giustificato motivo oggettivo o collettivi nella stessa unità produttiva, e viene revocato – con recupero integrale delle somme – se nei sei mesi successivi alla trasformazione viene licenziato per giustificato motivo oggettivo il lavoratore stabilizzato o un collega con la stessa qualifica nella stessa unità. L'esonero non è cumulabile con altri esoneri o riduzioni di aliquota sullo stesso rapporto, mentre è compatibile con la maxi deduzione del costo del lavoro per le nuove assunzioni (articolo 1, commi 399 e 400, della legge n. 207/2024) e con le agevolazioni che agiscono sulla quota a carico del lavoratore.


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Un passaggio da conoscere: la norma (articolo 4, comma 5) subordinava l'efficacia della misura all'autorizzazione della Commissione europea, ma l'INPS ha chiarito che l'incentivo, essendo rivolto alla generalità dei datori privati senza distinzioni di settore o territorio, non costituisce aiuto di Stato ed è quindi immediatamente operativo. Le risorse restano però contingentate: 18,2 milioni di euro per il 2026 e 87,5 milioni per il 2027. L'esonero è riconosciuto nei limiti dei fondi disponibili, ed è la stessa domanda all'INPS a certificare la capienza residua: conviene quindi non arrivare ultimi.


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La cifra di 500 euro al mese può generare equivoci. Il Supporto per la formazione e il lavoro è un'indennità di 500 euro mensili versata direttamente alla persona che partecipa a percorsi di formazione e attivazione; l'incentivo alla stabilizzazione, invece, non prevede alcun accredito al lavoratore: è uno sconto contributivo che riduce il costo del lavoro per l'azienda. Per il dipendente il vantaggio è indiretto ma concreto: il passaggio dal contratto a termine al tempo indeterminato.


Link to Quando e come fare domandaQuando e come fare domanda

Le domande andranno presentate esclusivamente online sul sito INPS, attraverso il Portale delle Agevolazioni (ex DiResCo), con il modulo «Incentivi decreto Lavoro 2026 – Incentivo alla stabilizzazione». Il modulo non è ancora attivo: la sua disponibilità, insieme alle ulteriori istruzioni operative, sarà comunicata con un successivo messaggio dell'Istituto. La richiesta potrà riguardare sia trasformazioni già effettuate dal 1° agosto sia trasformazioni programmate: in questo secondo caso l'INPS accantona le risorse e invita il datore a perfezionare la trasformazione e la comunicazione obbligatoria entro 10 giorni. Per orientarsi tra requisiti e cumulabilità, oltre ai consulenti del lavoro, ci si può rivolgere ai patronati.

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