Le reazioni occidentali all'attacco russo contro un treno ucraino vicino al confine con la Polonia arrivano da Bruxelles, dalla Nato e da Londra. «È chiaramente un tentativo di spaventare i Paesi occidentali per dissuaderli dal sostenere l'Ucraina, dall'andare in Ucraina per manifestare il proprio sostegno: penso che dovremmo agire esattamente al contrario». Lo ha detto l'alta rappresentante Ue Kaja Kallas a Rovaniemi, in Finlandia, dove si tiene il vertice artico, rispondendo a una domanda sull'attacco.
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Da Mosca il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov, in un briefing in cui i giornalisti gli hanno chiesto di commentare l'attacco di droni a una locomotiva e le accuse mosse contro la Russia dall'Ucraina e dall'Unione europea, ha replicato: «Il nostro esercito sta svolgendo missioni in tutto il territorio ucraino e continuerà a farlo».
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Il segretario generale della Nato Mark Rutte ha dichiarato alla stampa: «L'attacco contro un treno passeggeri in Ucraina mostra quanto Putin sia diventato disperato. Pensa di poterci impedire di sostenere l'Ucraina e di poter minare la nostra unità. Si sbaglia».
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Anche il governo britannico di Andy Burnham condanna l'attacco di ieri, andato a segno pochi minuti dopo il passaggio di un altro convoglio sul quale era a bordo l'ex premier conservatore Boris Johnson, di ritorno da una kermesse a Kiev con il generale americano a riposo David Petraeus, ex direttore della Cia, e con altri dignitari occidentali. Lo afferma un portavoce di Downing Street, parlandone come di un atto intimidatorio di Mosca ma assicurando che il Regno Unito non si lascerà spaventare né «scoraggiare» nel suo «sostegno» inflessibile all'Ucraina.
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