Ania: la “missione sociale” delle assicurazioni in un’Italia poco protetta contro le catastrofi e con 9 milioni di veicoli scoperti

Ania: la “missione sociale” delle assicurazioni in un’Italia poco protetta contro le catastrofi e con 9 milioni di veicoli scoperti

“Dodici mesi fa, da questo stesso palco, avevo lanciato una sfida comune: un “Patto per un’Italia protetta e quindi più forte e competitiva”. Oggi, lo scenario globale non ci concede il lusso di rallentare, tutt’altro. Viviamo in un’epoca di frammentazione geopolitica, di spinte neo-protezionistiche e di tensioni commerciali internazionali, di guerre, che generano inflazione, recessione, volatilità sui mercati finanziari, effetti economico-finanziari ma anche rischi materiali mai visti prima. Ci sono eventi avversi dai quali è urgente proteggerci con gli strumenti opportuni e fenomeni strutturali che generano necessità di investimento per le quali vanno trovate le risorse. In questo contesto geopolitico e macroeconomico complesso, l’Italia sta dimostrando una tenacia straordinaria e lo dico a tutti gli esponenti delle Istituzioni. Ma la tenacia da sola non basta se non è sostenuta da un’infrastruttura di protezione che consenta a famiglie e imprese di guardare al domani con serenità e ottimismo e che garantisca al sistema socioeconomico le risorse necessarie da investire con coraggio. È esattamente in questo spazio che si inserisce la missione sociale ed economica del settore assicurativo”.

Il presidente di Ania Giovanni Liverani ha tracciato ieri a Roma il bilancio e le strategie nel corso dell’assemblea annuale dell’Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici, che raggruppa oltre il 90% delle aziende del comparto. L’assise, come ogni anno, ha registrato un’importante condivisione istituzionale, con i messaggi augurali del Capo dello Stato Sergio Mattarella e della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, e gli interventi dei vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini e dei ministri Adolfo Urso e Giancarlo Giorgetti. Presente anche Paolo Angelini, presidente dell’Ivass, l’istituto di vigilanza sulle assicurazioni.

L’Italia, esposta a gravi rischi catastrofali, rimane un Pese ancora sottoassicurato. Infatti tra i passaggi più importanti, Liverani ha evidenziato la necessità di una più ampia condivisione sul valore della copertura dai rischi per famiglie e imprese anche attraverso una maggiore diffusione della cultura assicurativa, un obiettivo che l’associazione cerca di raggiungere ad esempio in ambito sportivo, dialogando con atlete e atleti, e scolastico, grazie all’intesa con il Ministero dell’Istruzione. E tra le proposte in tema di previdenza integrativa una riguarda proprio i giovani, con l’idea di un “bonus di ingresso”: “Una somma, anche simbolica, che lo Stato erogherebbe a tutte le ragazze ed i ragazzi che compiono i diciotto anni, con il vincolo di investirla in un fondo pensione o in una polizza previdenziale”.

Proprio i temi del calo demografico e dell’invecchiamento, con i conseguenti scenari previdenziali, sono stati esaminati da Liverani, assieme alle prospettive riguardanti il progresso tecnologico e l’andamento dei diversi comparti (protezione dalle catastrofi naturali, responsabilità civile auto, vita), evidenziando il ruolo del settore come maggior investitore privato del Paese.

“La metrica che descrive meglio la nostra missione – ha sottolineato - è l’impatto reale sulla vita delle persone. Milioni di cittadine e cittadini e milioni di imprenditrici e imprenditori sono garantiti e tutelati da un contratto di assicurazione o di risparmio assicurativo e previdenziale. Nell’ultimo anno, il settore ha erogato 42 miliardi di euro di cui 27 per risarcire gli oltre 18 milioni di clienti danneggiati e 15 miliardi per polizze di rischio legate alla vita umana, nonché ha trasferito circa 93 miliardi ai suoi clienti sotto forma di rendite, riscatti e prestazioni di altro genere nell’ambito delle gestioni finanziarie Vita. Significa che ogni giorno, ogni ora, migliaia di volte al minuto, una polizza assicurativa è intervenuta concretamente”.

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La raccolta premi complessiva ha raggiunto i 182 miliardi di euro, segnando una crescita solida del 7,8%. Un incremento simmetrico che vede il comparto Danni crescere del 6,5% e il comparto Vita confermare la sua traiettoria di sviluppo oltre l’8%. La solidità patrimoniale complessiva, misurata da un Solvency Ratio medio settoriale saldamente al 274%, si posiziona ai vertici europei “confermando le nostre compagnie come una roccia di stabilità per l’intero sistema macroeconomico italiano” ha affermato il presidente.

“Siamo il primo investitore istituzionale privato dell’Italia: con oltre 1.000 miliardi di euro di investimenti attivi, dei quali circa un quarto allocati nel nostro debito sovrano, finanziamo direttamente lo sviluppo della nazione, le sue infrastrutture e la sua economia reale. Contribuiamo – e lo dico con un certo orgoglio – con circa 14 miliardi di euro alle entrate fiscali dello Stato, tra imposte dirette ed indirette, e offriamo a circa 300 mila famiglie che operano nella nostra filiera, posti di lavoro caratterizzati da qualità e stabilità seconde a nessun altro comparto produttivo”.

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“Abbiamo bisogno della vostra partecipazione”,  ha affermato il vicepremier e ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Tajani, sottolineando l’importanza del comparto assicurativo e la sfida per il Governo di coinvolgerlo nelle grandi operazioni strategiche, ma anche di proteggerlo dalla concorrenza sleale. Ha delineato in particolare gli scenari che si aprono anche sulle grandi rotte internazionali, ringraziando il settore per il contributo dato in occasione dell’ultima finanziaria a seguito di intese e trattative.

Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Salvini ha fornito dati preoccupanti sull’evasione dell’obbligo assicurativo (su 47 milioni di veicoli circolanti ben 9 milioni sono scoperti e in alcune province il tasso supera il 40%) auspicando la riduzione dei costi della RC Auto. Ha poi delineato gli scenari legati di sviluppo delle infrastrutture ferroviarie, ribadendo come “con 1300 cantieri aperti, una media di 10.000 treni e 500.000 passeggeri qualche ritardo o disservizio ci può essere”.

Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Urso ha rimarcato la necessità di costruire un sistema produttivo resiliente, capace di affrontare rischi contemporanei, anche quelli legati all’interdipendenza tra le nazioni. E in questo senso ha delineato tre grandi direttrici di sviluppo industriale, come l’energia (con un fermo auspicio al potenziamento del nucleare civile e delle rinnovabili), le infrastrutture (necessarie anche per ridurre la dipendenza sull’approvvigionamento delle materie critiche) e le nuove tecnologie (in particolare la robotica da applicare ai processi aziendali senza però compromettere la sostenibilità sociale del sistema produttivo).

Il ministro dell’Economia Giorgetti ha evidenziato il ruolo del governo nel diffondere l’importanza della protezione anche alle famiglie e ha auspicato un incremento degli investimenti da parte delle assicurazioni nei titoli di Stato, che sono scesi nel 2025 a fronte di un interesse crescente del mercato retail e degli investitori  esteri. “Abbiamo dato al Paese stabilità – ha affermato – è ora tempo di tornare a correre anche assieme al comparto assicurativo”.

Una collaborazione che è già negli indirizzi strategici di Liverani, che ha voluto sottolineare anche l’unità interna del settore nell’ambito di ANIA, con la collaborazione delle strutture parallele come Ania SAFE, Fondazione Ania e Fondazione Ania-Consumatori : “Non siamo più una sommatoria frammentata di sigle o di interessi di mercato. Grazie al nuovo slancio che deriva dall’approvazione delle riforme statutarie, abbiamo sviluppato una visione strategica coraggiosa e di lungo periodo: ANIA parla oggi alle Istituzioni ed al Paese con una voce sola, forte, unita, coesa e autorevole facendo non delle rivendicazioni ma delle proposte concrete”.

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