Livio Berruti, celebre atleta italiano e vincitore dell'oro olimpico nei 200 metri ai Giochi di Roma del 1960, è venuto a mancare. Nato a Torino nel 1939, a soli 21 anni entrò nella leggenda dell'atletica, diventando il primo italiano a vincere un oro olimpico nella velocità.
Il 3 settembre 1960, sulla pista in terra dello Stadio Olimpico, Berruti corse la semifinale dei 200 metri in 20”5, eguagliando il record mondiale, e poche ore dopo trionfò in finale con lo stesso tempo. Dietro di lui, l'americano Lester Carney, secondo in 20”6, e Abdou Seye, terzo in 20”7.
Con quella vittoria, Berruti interruppe il predominio americano nella specialità, diventando un'icona delle Olimpiadi italiane e di un'Italia in pieno boom economico. La sua corsa elegante gli valse il soprannome di “Angelo”, mentre gli occhiali scuri indossati in pista contribuirono a creare un'immagine indelebile nello sport italiano.
Quattro anni dopo, partecipò anche ai Giochi di Tokyo, dove si classificò quinto nella finale dei 200 metri, risultando ancora il migliore tra gli europei.
La sua carriera non si limitò all'atletica. Berruti si dedicò a vari interessi, dagli studi in chimica alla pubblicità, mantenendo spesso una posizione critica verso la crescente commercializzazione dello sport professionistico.
Tra i primi messaggi di cordoglio, quello del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che lo ha definito «un simbolo dello sport italiano». Il presidente della Fidal, Stefano Mei, ha evidenziato come la sua vittoria a Roma abbia «cambiato la storia dell'atletica italiana».
Dagli Europei di Birmingham è giunto anche il ricordo di Marcell Jacobs, che Berruti aveva indicato come un suo «degno erede». Il campione olimpico si è detto «profondamente addolorato» per la perdita, aggiungendo: «La sua leggerezza è un esempio per noi, e correrò in suo onore».
A rendere Berruti immortale furono quei venti secondi e poco più in quel pomeriggio romano del 1960. Un'impresa che è diventata una delle immagini più iconiche dell'atletica italiana del secolo scorso.
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